POF 2001/2002
1 Caratteristiche del territorio
Il bacino d’utenza dell’IPAA comprende il territorio della pianura padana: a sud di Brescia compreso il bacino del Basso Garda.
L’analisi dei dati forniti dall’Unione delle Camere di Commercio della Lombardia (Sistema informativo Excelsior. Rapporto sulla domanda di lavoro del biennio 1998-1999 in Lombardia. Rapporto sulla domanda di lavoro nel biennio 1998-1999 in provincia di Brescia) e dalla Camera di commercio della Provincia di Brescia (Excelsior. Dati di struttura previsionali al 31.12.99; struttura dell’attività produttiva in provincia di Brescia) fa emergere una situazione caratterizzata da un forte sviluppo industriale, promosso soprattutto da piccole industrie. I comparti agricolo e agroalimentare stanno subendo un processo di ristrutturazione tecnologica, volta al raggiungimento di standard di qualità adeguati al mercato nazionale e internazionale; ciò comporta il diffondersi di richieste formative idonee a favorire la convergenza tra le linee di programmazione e di sviluppo dei settori e le competenze professionali degli addetti. Infatti, il mercato del lavoro è caratterizzato da una domanda di professionalità medio alta e da un’offerta dequalificata.
Si rileva una contrazione costante degli occupati nel settore agricolo, mentre sono in aumento le richieste di lavoro provenienti dalle industrie agroalimentari e agrituristiche.
L’area considerata presenta un tasso di disoccupazione inferiore al 4% e un tenore di vita medio alto.
Le strutture culturali, sportive e sanitarie sono distribuite uniformemente sul territorio e sono adeguate alle richieste dell’utenza. Le sale cinematografiche e i teatri sono concentrati nei centri urbani maggiori.
Il bacino considerato dista circa 80 chilometri da Milano, verso cui si snodano le principali arterie stradali e ferroviarie. Questo consente ampie possibilità di relazione con associazioni professionali, centri di ricerca e istituzioni culturali, centri per la formazione continua del personale scolastico e poli universitari.
Per quanto concerne la qualità della vita i dati sono contrastanti: accanto a un livello di reddito medio alto, una bassa disoccupazione, un sistema capillare di servizi pubblici si rileva un’accentuata pratica di assunzione di alcool e di sostanze stupefacenti.
Il tasso di natalità è vicino allo zero; le famiglie sono in prevalenza mononucleari.
L’immigrazione è un fenomeno presente e in aumento, non caratterizzato, al momento, da conflittualità con la popolazione locale.
L'Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura e l'Ambiente "V. Dandolo" comprende tre sedi: sede centrale di Bargnano di Corzano, scuola coordinata di Orzivecchi e scuola coordinata di Lonato.
Gli uffici amministrativi sono presenti solo nella sede centrale.
L’I.P.A.A. “V. Dandolo” realizza corsi di qualifica per "Operatore agroambientale” (Bargnano di Corzano), "Operatore Agroindustriale" (Orzivecchi), "Operatore Agrituristico" (Lonato).
In tutte le sedi sono attivi i corsi (classi IV e V) per l’ottenimento del diploma di “Agrotecnico”.
Ogni sede dispone di materiali e di attrezzature di laboratorio idonee a soddisfare le necessità del curricolo.
Le scelte educative, didattiche, organizzative e gestionali sono stabilite congiuntamente tra le tre sedi dell'istituto.
Lo scopo fondamentale della scuola è che lo studente acquisisca conoscenze e sviluppi capacità e competenze professionali. Tale traguardo è perseguito attraverso obiettivi educativi che lo studente è incoraggiato a raggiungere:
§ metodo di lavoro e capacità di analisi e sintesi;
§ autonomia nel lavoro scolastico;
§ capacità di lavorare in gruppo;
§ assunzione di responsabilità;
§ capacità di scoprire e sviluppare le proprie attitudini;
§ capacità di autovalutazione;
§ formazione culturale.
Per raggiungere tali obiettivi, la scuola, nel campo pedagogico, è impegnata a:
§ promuovere l'innovazione pedagogica, la ricerca e la sperimentazione;
§ promuovere l'utilizzazione da parte degli insegnanti di differenti approcci metodologici;
§ offrire allo studente una pluralità di metodi di apprendimento;
§ promuovere tra gli insegnanti spirito di riflessione e un costante senso critico nei confronti del proprio ruolo.
§ favorire il benessere dello studente
Nei confronti della comunità locale la scuola è impegnata a:
§ promuovere l'istituto e a diffonderne le iniziative formative sul territorio;
§ mantenere una rete di informazioni che garantisca la comunicazione tra la scuola e i cittadini;
§ offrire agli adulti la possibilità di formazione e aggiornamento
Nel campo dell'organizzazione la scuola:
§ crea un sistema di gestione che tiene conto delle esigenze e delle aspirazioni delle diverse componenti (alunni, docenti, genitori);
§ sviluppa un sistema di informazione e comunicazione efficace tra le diverse componenti, con particolare cura dei rapporti scuola-famiglia;
§ fa in modo che l'organizzazione favorisca in primo luogo il benessere nella vita scolastica e lo studio;
§ valuta sistematicamente e periodicamente il raggiungimento dei propri obiettivi.
Nei confronti della realtà economica (nei comparti agricolo, agroindustriale, agrituristico, ambientale), e sociale del territorio la scuola è impegnata a:
Staff direttivo:
Dirigente scolastico: Prof. Piero Maffeis
1 vicepreside: Prof. Antonio Perrone
2 docenti collaboratori: Prof. Franco Guerini, Prof. Claudio Marelli
2 docenti direttori delle sedi coordinate di Orzivecchi e Lonato: Prof. Rocco De Santis, Prof. Vincenzo Donato
Direttore amministrativo: Dott.ssa Piera Cervini
|
Amministrazione delle tre
sedi |
Totale addetti |
Responsabile amministrativo |
Segreteria amministrativa |
Segreteria didattica |
|
|
11 |
1 |
7 assistenti amministrativi |
4 assistenti amministrativi |
|
Docenti delle tre sedi |
Totale |
Sostegno |
Insegnanti tecnico pratici |
|
Nomina a tempo indeterminato |
56 |
16 |
13 |
|
Nomina a tempo determinato |
59 |
10 |
6 |
|
assistenti tecnici |
Totale |
Bargnano |
Orzivecchi |
Lonato |
|
|
16 |
4 autisti 1 elettricista 1 assistente laboratorio di
analisi 2 assistente serra 1 assistente laboratorio di
micropropagazione 2 assistente tecnico per
biblioteca e aula computer 1 infermiere |
2 autisti 1 assistente laboratorio
caseario |
1 collaboratore serra |
|
Collaboratori scolastici |
Totale |
Bargnano |
Orzivecchi |
Lonato |
|
Bidelli |
38 |
26 |
10 |
2 |
|
Mensa |
3 cuochi |
2 cuochi |
1 cuoco |
|
|
Convitto |
|
1 guardarobiere |
1 guardarobiere |
|
|
Allievi |
Totale |
Maschi |
Femmine |
Alunni disabili |
Extracomunitari |
|
|
736 |
536 |
200 |
27 |
2 |
|
Convittori |
30 |
|
|
|
|
|
Semiconvittori |
|
|
|
|
|
|
Classi |
Totale |
Bargnano |
Orzivecchi |
Lonato |
|
|
40 |
26 |
6 |
8 |
|
Classi 1^ |
12 |
9 |
1 |
2 |
|
Classi 2^ |
10 |
7 |
1 |
2 |
|
Classi 3^ |
7 |
3 |
2 |
2 |
|
Classi 4^ |
5 |
3 |
1 |
1 |
|
Classi 5^ |
6 |
4 |
1 |
1 |
|
Convitti: sede centrale e
sede di Orzivecchi |
Totale |
Bargnano |
Orzivecchi |
|
Istitutori |
7 incarico a tempo
indeterminato 2 incarico a tempo
determinato |
4 |
5 |
|
Guardarobieri |
2 |
1 |
1 |
|
Strutture |
Posti letto: |
|
|
|
Utilizzo |
Alloggio per convittori,
istitutori, seminaristi, stagisti e tecnici accompagnatori |
||
|
Mensa: sede di Bargnano |
|
|
Personale |
2 cuochi |
|
Strumenti |
Cucina completa con 2 forni,
1 piastra bilancia, cella freezer, 6 fornelli, cappa, friggitrice,
lavastoviglie, affettatrice, grattugia elettrica, tritacarne, pelapatate
elettrico, scaldavivande Sala da pranzo docenti, sala
da pranzo studenti. |
|
Utilizzo |
Pranzo per docenti e
studenti esterni ed interni dal lunedì al venerdì Colazione, pranzo e cena per
convittori ed istitutori, stagisti e tecnici accompagnatori,
partecipanti a seminari, convegni, scambi culturali |
|
Biblioteca: sede di Bargnano |
||||
|
Personale: |
2 assistenti tecnici |
|||
|
Totale Libri |
Cultura generale (narrativa, storia,
geografia, …) |
Testi scientifici (biologia, agraria, chimica,
…) |
Metodologia e didattica |
Sussidi metodologici e
didattici per alunni disabili |
|
2520 |
1525 |
815 |
100 |
105 |
|
Emeroteca |
Abbonamenti a riviste
scientifiche e didattiche |
Abbonamenti a quotidiani |
Abbonamenti a settimanali |
|
|
|
13 |
2 |
1 |
|
|
Strumenti a disposizione |
Computer con programma di
gestione biblioteca, scanner, ciclostile, fotocopiatrice, rilegatrice,
plastificatrice, collegamento a Internet |
|
Mansioni del bibliotecario |
Archiviazione libri e
riviste Gestione dei prestiti Impaginazione delle dispense Fotocopie |
|
Utilizzo della biblioteca da
parte degli studenti |
Prestiti di libri di
narrativa, di testi di agraria, ecc. Consultazione di
enciclopedie e di libri di materie tecniche Consultazione di riviste Richiesta fotocopie |
|
Utilizzo della biblioteca da
parte dei docenti |
Consultazione di testi e
riviste tecnico-scientifici Consultazione di
enciclopedie Prestiti di libri di
metodologia, didattica e legislazione scolastica Ricerche in Internet |
|
Sala video: sede di Bargnano |
|
|
Personale |
1 collaboratore tecnico |
|
Strumenti |
Videoregistratore Televisione Proiettore con schermo 130 videocassette |
|
Utilizzo |
Visione di film e
documentari Docenti di tutte le
discipline Tutte le classi 12 ore settimanali circa |
Laboratori
|
Laboratorio di Chimica: sede
di Bargnano |
|
|
Personale |
1 docente responsabile –
prof. Guerini 1 collaboratore tecnico |
|
Strumenti |
Bilance, distillatori,
muffola, stufa, centrifuga, PH-metro, spettrofotometro, gas cromatografo,
mulini Attrezzatura Kjeldhal (per
la determinazione dell’azoto) Attrezzatura Soxlet (per la
determinazione dei grassi) |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche ed
analisi commissionate da utenti esterni Esercitazioni pratiche per
attività curricolari, esercitazioni pratiche per attività di
aggiornamento adulti Docenti di Chimica Classi 1^, 2^, 3^ 26 ore settimanali circa per
le attività curriculari Classi 4^ e 5^ 5 ore settimanali circa per
le esercitazioni pratiche dell’Area Regionale |
|
Laboratorio di Informatica:
sede di Bargnano |
|
|
Personale |
1 docente responsabile –
Prof. Fusari 1 collaboratore tecnico |
|
Strumenti |
25 computer multimediali di
cui 7 in rete locale 4 stampanti 1 scanner Collegamento a Internet Videocamera e
videoregistratore |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche per
attività curricolari, esercitazioni pratiche per attività di
aggiornamento adulti Attività commissionate da
utenti esterni Docenti di Matematica,
Scienze, Chimica, Contabilità, Tecnologia dell’Informazione e della
Comunicazione, Sostegno Tutte le classi 30 ore settimanali circa |
|
Laboratorio di
Micropropagazione: sede di Bargnano |
|
|
Personale |
1 docente responsabile –
Prof. Catalano 1 collaboratore tecnico |
|
Strumenti |
Stereomicroscopio con
monitor, camera di ambientamento, camera climatica, frigorifero,
PH-metro, bottiglione Mariotte, autoclave a 5 atm., forno a microonde,
cappa a flusso laminare |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche per
attività curricolari, esercitazioni pratiche per attività di
aggiornamento adulti Attività commissionate da
utenti esterni Tutte le classi 2 ore settimanali circa |
|
Laboratorio di
Microbiologia: sede di Bargnano |
|
|
Personale |
1 docente responsabile –
Prof. Sorrentino |
|
Strumenti |
1 Cappa a flusso laminare
per utilizzo di materiale sterile, 2 termostati, 2 termostati per
condizioni anaerobiche, autoclave, microscopio a contrasto di fase,
bilancia, Ph-metro, agitatore, 4 microscopi ottici, frigo termostatico,
termostato bagnomaria, stufetta, strumento per conteggio spore,
centrifuga pk 110 |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche per
attività curricolari, esercitazioni pratiche per attività di
aggiornamento adulti Attività commissionate da
utenti esterni Docenti di Scienze della
terra Classi 3^, 4^ e 5^ 15 ore settimanali circa Attività dell’area
regionale Docenti dell’Istituto,
esperti e tecnici esterni (area regionale) Classi 4^ e 5^ 3 ore settimanali circa |
|
Laboratorio di Scienze: sede
di Bargnano |
|
|
Personale |
1 docente responsabile –
Prof. Sorrentino |
|
Strumenti |
12 microscopi Attrezzatura del laboratorio
di Microbiologia |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche per
attività curricolari, esercitazioni pratiche per attività di
aggiornamento adulti Docenti di Scienze della
terra e Principi di agricoltura Classi 1^, 2^, 3^ e 4^ 22 ore settimanali circa |
Azienda
agraria
|
1.
Serre: sede di Bargnano |
|
|
Personale |
2 docenti responsabili 2 collaboratori tecnici |
|
Dati Serra 1 Serra 2 |
Superficie 1600 mq Coltivazione di piante
primaverili e da appartamento Coltivazione di piante
utilizzate come indicatori di inquinamento Superficie 400 mq Colture stagionali |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche Attività di ricerca e
sperimentazione commissionate da utenze esterne Docenti di Principi di
agricoltura Classi 1^, 2^, 3^, 4^ 5 ore settimanali in media
con cadenza irregolare, poiché le esercitazioni sono concentrate in
alcuni periodi dell’anno (autunno, primavera) |
|
2. Frutteto: sede di
Bargnano |
|
|
Personale |
1 docente responsabile 1 collaboratore tecnico |
|
Dati |
Superficie di 15.000 mq Coltivazione del pero, melo,
ciliegio e susino |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche:
potatura, concimazione, scerbatura, trattamenti fitosanitari Attività di ricerca e
sperimentazione commissionate da utenze esterne Docenti di Principi di
agricoltura e altre materie di indirizzo Tutte le classi 5 ore settimanali in media
con cadenza irregolare, poiché le esercitazioni sono concentrate in
alcuni periodi dell’anno |
|
3. Area cerealicola: sede di
Bargnano |
|
|
Personale |
1 docente responsabile –
Prof. 1 collaboratore tecnico |
|
Dati |
Superficie di 2500 mq Coltivazione di cereali |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche:
predisposizione del terreno, semina, scerbatura, concimazione,
trattamenti fitosanitari, Attività di ricerca e
sperimentazione commissionate da utenze esterne Docenti di Principi di
agricoltura e altre materie di indirizzo Tutte le classi 5 ore settimanali in media
con cadenza irregolare, poiché le esercitazioni sono concentrate in
alcuni periodi dell’anno |
|
4. Orto: sede di Bargnano |
|
|
Personale |
1 docente responsabile |
|
Dati |
Superficie di
500 mq Colture invernali, colture
primaverili/estive, coltivazione di piante aromatiche |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche:
fresatura, concimazione, preparazione aiuole, piantumazione, scerbatura,
rincalzatura, ecc. Docenti di Principi di
agricoltura e altre materie di indirizzo Classi 1^, 2^, 3^ 6 ore settimanali in media
durante i periodi di settembre/ottobre e la fase primaverile. |
|
5. Area protetta località
Carvanno |
|
|
Personale |
1 docente responsabile |
|
Dati |
Baita (centro di ricerche
ecologiche ) Tartufaia |
|
Utilizzo |
Sensibilizzazione degli
studenti delle medie al rispetto dell'ambiente Approfondimenti nel settore
ecologico Tutte le classi Cadenza irregolare, poiché
le esercitazioni sono concentrate in alcuni periodi dell’anno |
|
Strutture per Educazione
Fisica: sede di Bargnano |
|
|
Personale |
1 docente responsabile |
|
Dati |
Palestra coperta con
superficie di 400 mq Campo di pallavolo, basket e
tennis Cavallina, sacconi e
tappeti, palloni Spogliatoi maschili e
femminili con docce Macchine da body-building (lat-machine,
leg-estensor) Manubri Campo di calcetto e
pallacanestro all’aperto. |
|
Utilizzo |
Attività motorie e sportive
(gare, tornei, ecc.) Tutte le classi secondo
l’orario scolastico Convittori durante le ore
pomeridiane per attività ricreative |
|
Officine, Magazzino, Garage:
sede di Bargnano |
|
|
Personale |
1 collaboratore tecnico 1 collaboratore
amministrativo 4 autisti 1 elettricista |
|
Dati e strumenti |
Superficie di
500 mq Officina di meccanica:
torni, trapani, frese, saldatrici, mole Officina di falegnameria:
bindella, squadratrice, trapani Garage: 3 trattori, 2
pulmann, 1 vettura, 1 furgone per servizio merci, 1 pulmino per
trasporto persone, 1 trattrice cingolata, 1 rasaerba, 1 falciatrice BCs,
2 rimorchi agricoli, 1 aratro, 1 carro semovibile raccoglifrutta, 1
coltivatore con rullo, 1 fresa, 1 trituratore, 1 trinciastocchi, 1
motozappa, 1 seminatrice Magazzino: 1 decespugliatore,
1 rasaerba, 1 rasasiepi, 1 motosega, badili, zappe rastrelli, ecc. |
|
Utilizzo |
Personale dell’Istituto
per manutenzione dei mezzi agricoli e delle strutture interne Alunni per il ritiro dei
materiali per le esercitazioni pratiche di agricoltura |
ORZIVECCHI
|
Mensa: sede di Orzivecchi |
|
|
Personale |
1 cuoco |
|
Strumenti |
Cucina completa con 1 forni,
1 piastra, bilancia, cella freezer, 4 fornelli, cappa, friggitrice,
lavastoviglie, affettatrice, grattugia elettrica, tritacarne, pelapatate
elettrico, scaldavivande Sala da pranzo docenti, sala
da pranzo studenti. |
|
Utilizzo |
Pranzo per docenti e
studenti esterni ed interni dal lunedì al venerdì Colazione, pranzo e cena per
convittori ed istitutori tutti i giorni, stagisti e tecnici
accompagnatori, partecipanti a seminari, convegni, scambi culturali |
|
Biblioteca: sede di
Orzivecchi |
||||
|
Personale: |
1 docente responsabile |
|||
|
Totale Libri |
Cultura generale (narrativa, storia,
geografia, …) |
Testi scientifici (biologia, agraria, chimica,
…) |
Metodologia e didattica |
Sussidi metodologici e
didattici per alunni disabili |
|
830 |
515 |
110 |
105 |
100 |
|
Emeroteca |
Abbonamenti a riviste
scientifiche e didattiche |
Abbonamenti a quotidiani |
Abbonamenti a settimanali |
|
|
|
4 |
1 |
1 |
|
|
Strumenti a disposizione |
Scanner, ciclostile,
fotocopiatrice, rilegatrice, plastificatrice, collegamento a Internet,
proiettore per diapositive |
|||
|
Mansioni del responsabile |
Archiviazione libri e
riviste Gestione dei prestiti |
|||
|
Utilizzo della biblioteca da
parte degli studenti |
Prestiti di libri di
narrativa, di testi di agraria, ecc. Consultazione di
enciclopedie e di libri di materie tecniche Consultazione di riviste |
|||
|
Utilizzo della biblioteca da
parte dei docenti |
Consultazione di testi e
riviste tecnico-scientifici Consultazione di
enciclopedie Prestiti di libri di
metodologia, didattica e legislazione scolastica Ricerche in Internet |
|||
|
Sala video: sede di
Orzivecchi |
|
|
Personale |
1 collaboratore tecnico |
|
Strumenti |
Videoregistratore Televisore con schermo
gigante Proiettore con schermo 60 videocassette |
|
Utilizzo |
Visione di film e
documentari Docenti di tutte le
discipline Tutte le classi 6 ore settimanali circa |
Laboratori
|
Laboratorio di Chimica: sede
di Orzivecchi |
|
|
Personale |
1 docente responsabile 1 collaboratore tecnico |
|
Strumenti |
Bilance, distillatore iozzi,
distillatore di acqua, proteinometro, contacellule, crioscopio, cl 10
per determinazione dell’urea, lattodensimetri, muffola, stufa,
centrifuga, PH-metro, spettrofotometro Attrezzatura Kjeldhal (per
la determinazione dell’azoto) Attrezzatura Soxlet (per la
determinazione dei grassi) |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche,
analisi commissionate da utenti esterni, stage per studenti e personale
del settore agrario di altri istituti ed enti nazionali Docenti di Chimica Classi 1^, 2^, 3^ 26 ore settimanali circa per
le attività curriculari Classi 4^ e 5^ 16 ore settimanali circa per
le esercitazioni pratiche dell’Area Regionale e le attività
curricolari |
|
Laboratorio di Informatica:
sede di Orzivecchi |
|
|
Personale |
1 docente responsabile –
Prof. Faraone |
|
Strumenti |
10 computer multimediali in
rete locale server per videoconferenze 6 stampanti 1 scanner Collegamento a Internet |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche per
attività curricolari, esercitazioni pratiche per attività di
aggiornamento adulti Docenti di Matematica,
Scienze, Chimica, Contabilità, Tecnologia dell’Informazione e della
Comunicazione, Sostegno Tutte le classi 20 ore settimanali circa |
|
Laboratorio di
Microbiologia: sede di Orzivecchi |
|
|
Personale |
1 docente responsabile |
|
Strumenti |
2 cappe a flusso laminare
per utilizzo di materiale sterile, 2 termostati, 2 termostati per
condizioni anaerobiche, autoclave, microscopio a contrasto di fase,
bilancia, Ph-metro, agitatore, 12 microscopi ottici, frigo termostatico,
termostato bagnomaria, stufetta, strumento per conteggio spore,
distributore e preparatore automatico di terreni nutritivi, sistema
spirale-system-contacolonie automatico |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche per
attività curricolari, esercitazioni pratiche per attività di
aggiornamento adulti Docenti di Scienze della
terra, Scienze agrarie e microbiologia Classi 3^, 4^ e 5^ 15 ore settimanali circa Attività dell’area
regionale Docenti dell’Istituto,
esperti e tecnici esterni (area regionale) Classi 4^ e 5^ 3 ore settimanali circa |
Azienda
agraria
|
1. Serra: sede di Orzivecchi |
|
|
Personale |
2 docenti responsabili 1 collaboratore tecnico |
|
Dati |
Superficie 1200 mq Colture orticole |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche Docenti di Principi di
agricoltura Classi 1^, 2^, 3^, 4^ 5 ore settimanali in media
con cadenza irregolare, poiché le esercitazioni sono concentrate in
alcuni periodi dell’anno (autunno, primavera) |
|
2. Orto: sede di Orzivecchi |
|
|
Personale |
1 docente responsabile |
|
Dati |
Superficie di
200 mq Colture invernali, colture
primaverili/estive, coltivazione di piante aromatiche |
|
Utilizzo |
Esercitazioni
pratiche: fresatura, concimazione, preparazione aiuole, piantumazione,
scerbatura, rincalzatura, ecc. Docenti
di Principi di agricoltura e altre materie di indirizzo Classi
1^ e 2^ 6
ore settimanali in media durante i periodi di settembre/ottobre e la
fase primaverile. |
|
Strutture per Educazione
Fisica: sede di Orzivecchi |
|
|
Personale |
1 docente responsabile |
|
Dati |
Palestra scoperta Palestra comunale di
Orzivecchi |
|
Utilizzo |
Attività motorie e sportive
(gare, tornei, ecc.) Tutte le classi secondo
l’orario scolastico Convittori durante le ore
pomeridiane per attività ricreative |
|
Deposito: sede di Orzivecchi |
|
|
Strumenti |
1 decespugliatore, 1
rasaerba, 1 rasasiepi, 1 motosega, badili, zappe, rastrelli, ecc. |
|
Utilizzo |
Alunni per il ritiro dei
materiali per le esercitazioni pratiche di agricoltura |
LONATO
|
Biblioteca: sede di Lonato |
||||
|
Personale: |
1 docente responsabile |
|||
|
Totale Libri |
Cultura generale (narrativa, storia,
geografia, …) |
Testi scientifici (biologia, agraria, chimica,
…) |
Metodologia e didattica |
Sussidi metodologici e
didattici per alunni disabili |
|
450 |
170 |
250 |
5 |
25 |
|
Emeroteca |
Abbonamenti a riviste
scientifiche e didattiche |
Abbonamenti a quotidiani |
Abbonamenti a settimanali |
|
|
|
4 |
|
|
|
|
Strumenti a disposizione |
Computer con programma di
gestione biblioteca |
|||
|
Mansioni del responsabile |
Archiviazione libri e
riviste Gestione dei prestiti Impaginazione delle dispense Fotocopie |
|||
|
Utilizzo della biblioteca da
parte degli studenti |
Prestiti di libri Consultazione di
enciclopedie e di libri di materie tecniche Consultazione di riviste Richiesta fotocopie |
|||
|
Utilizzo della biblioteca da
parte dei docenti |
Consultazione di testi e
riviste tecnico-scientifiche Consultazione di
enciclopedie Prestiti di libri di
metodologia, didattica e legislazione scolastica Ricerche in Internet |
|||
|
Utilizzo TV: sede di Lonato |
|
|
Personale |
1 docente responsabile |
|
Strumenti |
Videoregistratore Televisore 28 videocassette |
|
Utilizzo |
Visione di film e
documentari Docenti di tutte le
discipline Tutte le classi 2 ore settimanali circa Manca l’apposita sala,
pertanto il televisore viene portato nelle varie classi |
|
Laboratorio di Scienze: sede
di Lonato |
|
|
Personale |
1 docente responsabile |
|
Strumenti |
1 microscopio con
telecamera, 6 microscopi ottici, 1 centrifuga, 1 cappa aspirante |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche Docenti di Scienze della
terra e Principi di agricoltura Classi 1^, 2^, 3^, 4^ e 5^ 10 ore settimanali circa |
|
Laboratorio di Chimica: sede
di Lonato |
|
|
Personale |
1 docente responsabile |
|
Strumenti |
Bilance, distillatore iozzi,
distillatore di sostanze azotate, distillatore d’acqua, termostati,
stufe, bagnomaria, acidimetri |
|
Utilizzo |
Esercitazioni pratiche ed
analisi commissionate da utenti esterni Docenti di Chimica Classi 1^, 2^, 3^ 3 ore settimanali circa per
le attività curriculari |
|
Laboratorio di Informatica:
sede di Lonato |
|
|
Personale |
1 docente responsabile |
|
Strumenti |
13 computer multimediali 1 stampante Collegamento a Internet |
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Utilizzo |
Esercitazioni pratiche Docenti di tutte le materia Tutte le classi 5 ore settimanali circa |
Azienda
agraria
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1. Serra: sede di Lonato |
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Personale |
2 docenti responsabili 1 collaboratore tecnico |
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Dati |
Superficie 320 mq Colture orticole |
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Utilizzo |
Esercitazioni pratiche Docenti di Principi di
agricoltura Classi 1^, 2^, 3^,4^ 3 ore settimanali in media
con cadenza irregolare, poiché le esercitazioni sono concentrate in
alcuni periodi dell’anno (autunno, primavera) |
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Frutteto, Vigneto e oliveto:
sede di Lonato |
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Personale |
2 docenti responsabili 1 collaboratore tecnico |
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Dati |
Superficie di 10.000 mq Coltivazione del pero, melo,
ciliegio, pesco, olivo e vite |
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Utilizzo |
Esercitazioni pratiche:
potatura, concimazione, inerbimento controllato, trattamenti
fitosanitari, scerbatura, dirado manuale Docenti di Principi di
agricoltura e altre materie di indirizzo Tutte le classi 3 ore settimanali in media
con cadenza irregolare, poiché le esercitazioni sono concentrate in
alcuni periodi dell’anno |
Il percorso scolastico permette agli alunni di conseguire certificazioni intermedie, qualifiche e diploma finale, utilizzabili per la prosecuzione degli studi, per l'ammissione a corsi di specializzazione post qualifica e post diploma, per l'accesso al lavoro e all'università.
E' finalizzato a far conseguire competenze trasversali, di base e professionali nell'indirizzo prescelto, per consentire una formazione aperta a successive specializzazioni. Al termine del primo triennio si sostiene l'esame per ottenere il diploma di Qualifica Professionale, che dà accesso anche al biennio postqualifica.
Le qualifiche professionali del nostro istituto sono le seguenti:
Agroindustriale (sede: Giardino di Orzivecchi);
Agroambientale (sede: Bargnano);
Agroturistico (sede: Lonato).
Il diploma di qualifica consente:
¨ accesso diretto al lavoro;
¨ frequenza di corsi regionali di formazione professionale;
¨ prosecuzione degli studi nel biennio post-qualifica;
¨ prosecuzione degli studi in istituti di ordine diverso.
Il biennio è costituito dalle discipline di area comune e di area di indirizzo, in prosecuzione della formazione già acquisita.
Alla fine del biennio gli allievi conseguono:
¨ Diploma di "Agrotecnico";
¨ Attestato regionale di professionalità specifica .
Il diploma di "Agrotecnico" consente:
¨ l'accesso ai corsi di laurea universitari;
¨ l’accesso a corsi di specializzazione post diploma
¨ l’accesso al lavoro
Biennio iniziale
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Classi/ore
annue per 33 settimane |
I
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II |
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Area di equivalenza Italiano Storia
Lingua
straniera Tecnologia
dell'informazione e della comunicazione Scienze
della terra e biologia Matematica
Diritto
ed economia Educazione
fisica IRC
o attività alternative |
132 66 99 66 66 99 66 66 33 |
132 66 99 66 66 99 66 66 33 |
|
Area di indirizzo Chimica
e pedologia Ecologia
agraria e tutela dell'ambiente Principi
di agricoltura e tecniche delle produzioni |
99 99 99 |
99 99 99 |
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Area di integrazione (vedi
cap. 4.1) |
132 |
132 |
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Totale |
1122 |
1122 |
Terzo anno
|
ore
annue per 33 settimane |
|
|
Area di equivalenza Italiano Storia
Lingua
straniera Matematica
Educazione
fisica IRC
o attività alternative |
99 66 66 66 66 33 |
|
Area di indirizzo Tecniche
delle produzioni vegetali e animali, meccanizzazione e strutture Tecnologie
chimico- agrarie e ambientali Economia
agraria ed elementi di diritto |
297 165 132 |
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Area di integrazione (vedi
cap. 4.1) |
132 |
|
Totale |
1122 |
Terzo anno
|
ore
annue per 33 settimane |
|
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Area di equivalenza Italiano Storia
Lingua
straniera Matematica
Educazione
fisica IRC
o attività alternative |
99 66 66 66 66 33 |
|
Area di indirizzo Biochimica
e microbiologia della trasformazione dei prodotti agricoli Tecnologie
chimico- agrarie Ecologia
agraria Economia
agroalimentare ed elementi di diritto |
165 231 66 132 |
|
Area di integrazione (vedi
cap. 4.1) |
132 |
|
Totale |
1122 |
Terzo anno
|
ore
annue per 33 settimane |
|
|
Area di equivalenza Italiano Storia
Lingua
straniera Matematica
Educazione
fisica IRC
o attività alternative |
99 66 66 66 66 33 |
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Area di indirizzo Economia
agraria ed elementi di legislazione Tecnica
Agroambientale- Ecologia applicata Principi
di alimentazione Storia
delle tradizioni rurali Organizzazione
e gestione dell'attività ricettiva agrituristica |
99 132 99 66 198 |
|
Area di integrazione (vedi
cap. 4.1) |
132 |
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Totale |
1122 |
Biennio postqualifica
|
Classi/ore
annue per 33 settimane |
IV |
V |
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Area di equivalenza Italiano Storia
Lingua
straniera Matematica
Educazione
fisica IRC
o attività alternative |
132 66 99 99 66 33 |
132 66 99 99 66 33 |
|
Area di indirizzo Ecologia
applicata Tecniche
di produzione, trasformazione e valorizzazione dei prodotti Contabilità
e tecnica amministrativa Economia
agraria Economia
dei mercati agricoli Diritto
e legislazione |
99 132 99 66 - 66 |
99 132 - 99 66 66 |
Il corso triennale di operatore agro-industriale è volto a formare figure in grado di gestire cicli di produzione, conservazione e trasformazione di alimenti; in particolare mira a fornire competenze nel settore lattiero-caseario.
L'operatore agro-industriale è in grado di:
q analizzare chimicamente e microbiologicamente latte e derivati, olio e vino, utilizzando strumenti manuali ed elettronici;
q produrre formaggi cotti, semicotti, a pasta filata;
q predisporre ambienti e condizioni atte alla conservazione del prodotto (temperatura, umidità, cure);
q utilizzare strumenti di trasformazione quali caldaie e impianti polivalenti, scrematrici e pastorizzatori;
q organizzare ambienti e logistica dell'unità produttiva di trasformazione latte e derivati;
q organizzare la linea produttiva;
q collaborare con enti, organizzazioni ed organismi associativi per la tutela di tipicità e qualità dei prodotti.
L'operatore agro-industriale inoltre conosce:
q gli elementi fondamentali della gestione amministrativa dell'azienda;
q le disposizioni sulla sicurezza negli ambienti di lavoro contenute nella legge 626/94;
q le disposizioni sulla sicurezza igienico-sanitaria contenute nella legge 155/94;
q le norme vigenti sulla qualità.
La qualifica professionale permette l'inserimento in realtà produttive diversificate:
q aziende di trasformazione e produzione lattiero-casearia;
q laboratori di analisi chimiche e microbiologiche;
q ASL con funzioni di controllo (vigile sanitario);
q istituti di igiene e profilassi;
q associazioni di categoria in qualità di prelevatori di campioni;
q nel settore della distribuzione in qualità di agente commerciale per aziende di produzione di strumenti di analisi e trasformazione.
Il corso triennale di operatore agro-ambientale mira a formare personale qualificato a intervenire per la salvaguardia degli ambienti nel settore della produzione agricola.
L'operatore agro-ambientale è in grado di:
q eseguire le operazioni di preparazione del fondo e messa a dimora di piantagioni erbacee e arboree;
q progettare e allestire aree verdi attrezzate;
q identificare e risolvere problemi ambientali dovuti a parassiti e alterazioni chimiche del terreno;
q identificare e risolvere problemi di dissesto della rete irrigua;
q analizzare chimicamente e microbiologicamente acque e terreni;
q identificare mediante analisi situazioni di inquinamento chimico e organico;
q utilizzare le tecniche di micropropagazione nel settore vivaistico;
q organizzare ambienti, logistica e ciclo produttivo dell'azienda vivaistica.
L'operatore agro-ambientale inoltre conosce gli elementi fondamentali della gestione amministrativa dell'azienda.
La qualifica permette l'inserimento in diversi settori economici:
q studi tecnici per la salvaguardia di territorio e ambiente e per la progettazione di zone verdi;
q enti locali nel settore tutela del territorio;
q aziende orto-floro-vivaistiche;
q istituti di igiene e profilassi;
q settore della distribuzione di prodotti orto-floro-vivaistici.
Il corso è volto a preparare operatori capaci di condurre un'azienda agrituristica; in particolare l'operatore qualificato è in grado di:
q realizzare interventi colturali nel settore primario, quali preparazione del fondo e messa a dimora di piantagioni;
q gestire l'amministrazione dell'azienda;
q gestire la produzione;
q gestire i servizi di ristorazione, ricezione, ricreazione;
q gestire gli aspetti di marketing, in particolare la promozione dell'azienda;
q riconoscere qualità organolettiche e nutrizionali dei prodotti;
q utilizzare valorizzandole risorse ambientali, culture e tradizioni del territorio in cui l'azienda opera.
L'operatore agrituristico inoltre conosce:
q le caratteristiche e i principi nutrizionali degli alimenti;
q integrazione ed evoluzione dei principi nutritivi nel ciclo di trasformazione;
q le disposizioni sulla sicurezza igienico-sanitaria contenute nella legge 155/94;
q le disposizioni sulla sicurezza negli ambienti di lavoro contenute nella legge 626/94.
L’Agrotecnico deve essere in grado di :
q attivare gestioni aziendali di aziende singole e associate
q fornire assistenza tecnica -economica e tributaria al settore
q indirizzare le scelte aziendali in relazione alle indicazioni dei mercati e nel rispetto degli equilibri ambientali
q fornire assistenza alla commercializzazione
L'agro-tecnico conosce:
q le disposizioni sulla sicurezza igienico-sanitaria contenute nella legge 155/94;
q le problematiche connesse ai reflui zootecnici;
q la classificazione degli antiparassitari e dei residui fitofarmacologici;
q le norme nazionali ed europee su qualità e commercializzazione dei prodotti.
Gli sbocchi lavorativi dell'agro-tecnico sono i seguenti:
§ Aziende agricole;
§ Aziende di trasformazione (olearia, casearia, enologica);
§ Aziende di produzione di mangimi;
§ Enti pubblici in qualità di tecnico di laboratorio;
§ Laboratori di analisi;
§ Consulenza tecnica nel settore agricolo;
§ Agente commerciale nel settore dell'agricoltura.
L'istituto intrattiene relazioni proficue con le diverse associazione di categoria, con aziende e enti presenti sul territorio locale e internazionale. Gli obiettivi di tale collaborazione spaziano dalla consulenza tecnica, alla organizzazione da parte dell’istituto di stage nel settore agricolo, agroindustriale, agrituristico destinati agli alunni, e di aggiornamenti rivolti agli operatori del settore.
Di particolare interesse risulta la convenzione con il “Caseificio Giardino”, la quale consente agli alunni, soprattutto del corso di qualifica Agroindustriale, di realizzare esercitazioni pratiche usufruendo degli ambienti di lavoro del suddetto caseificio. La convenzione consente altresì attività didattiche più complesse relative al controllo della filiera agricola e agroindustriale, nonché alla gestione dell’impiantistica e in generale alle tecnologie di trasformazione dei prodotti agricoli.
Nel quadro dell'autonomia scolastica, viene promossa l'attività di ricerca e sperimentazione atta a migliorare, nel rispetto degli standard nazionali, l'organizzazione didattica degli istituti. Gli ambiti d'azione suggeriti sono :
§ la progettazione formativa e la ricerca valutativa; la formazione e l'aggiornamento culturale e professionale del personale scolastico
§ l'innovazione metodologica e disciplinare
§ la ricerca didattica sulle diverse valenze delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e sulla loro integrazione nei processi formativi
§ la creazione di strumenti diagnostici affidabili
§ predisposizione di modelli di certificazione e di indicatori di competenze certificabili
§ la documentazione educativa e la sua diffusione all'interno della scuola
§ gli scambi di informazioni, esperienze e materiali didattici
§ l'integrazione fra le diverse articolazioni del sistema scolastico e fra i sistemi formativi, ivi compresa la formazione professionale.
Sono attività di ricerca e sperimentazione i progetti internazionali inj cui la scuola è coinvolta: Comenius, Leonardo, Socrates e i progetti d'istituto come FUTURO 2.
Altre attività di ricerca e sperimentazione mirano a sviluppare le risorse materiali e professionali dell'istituto.
Sono infatti in essere attività di ricerca e sperimentazione con:
§ aziende private dei settori agrario e agroindustriale relative all'utilizzo del compost in campo aperto e ad altre destinazioni agricole;
aziende del settore agroalimentare per la realizzazione di nuovi prodotti.
Altre attività, volte a valorizzare le strutture di laboratorio, riguardano la consulenza professionale in merito all'analisi dei terreni, alla sperimentazione dell’impatto ambientale di nuovi prodotti, e alla determinazione della qualità dei prodotti agroalimentari.
3 La sperimentazione in istituto: obbligo formativo e obbligo scolastico
L’attuale organizzazione complessiva dell’istituto è il frutto della sperimentazione, avviata nel 1987 con il Progetto ’92, e dell’implementazione di nuove strategie didattiche e organizzative che trovano nel progetto sperimentale 2002 la collocazione normativa.
Tale progetto prevede nelle classi I, II e III due comparti di aggregazione disciplinare: area di equivalenza e area d’indirizzo. L’area dell’equivalenza è costituita dalle discipline formative presenti in tutti gli istituti superiori (Italiano, Storia, Lingua straniera, Matematica, Scienze, Educazione Fisica, Religione) mentre nell’area d’indirizzo ci sono le discipline specifiche del corso (Principi di Agricoltura, Chimica e Pedologia, Ecologia nelle classi del biennio iniziale).
L’area dell’Integrazione è aperta alla programmazione del consiglio della singola classe. In essa si realizzano attività pre-professionalizzanti e/o professionalizzanti in diretta connessione col territorio, attività di bilanciamento delle competenze, attività di orientamento.
Il monte ore complessivo (1122 ore annuali nelle classi I, II, III), ripartito nelle tre aree, può essere soggetto a flessibilità oraria, contenuta nel 15% del monte ore complessivo.
Lo standard orario è il seguente:
· Area dell’equivalenza: 693 ore
· Area d’indirizzo: 297 ore
· Area dell’integrazione: 132 ore
Nelle classi terze dell’istituto viene rispettato lo standard orario, mentre nelle classi I e II, in seguito all’emanazione delle normative concernenti l’innalzamento dell’obbligo scolastico e formativo, è realizzata la flessibilità, descritta in dettaglio nel Progetto per il successo formativo “Futuro 2”, approvato nella seduta del 16 maggio 2001 dal Collegio dei Docenti ( cap.2.2 ). Solo …. classi ( IV sez… , IV sez…) non sono soggette a sperimentazione e seguono il Progetto 92, in ordinamento dall’anno scolastico 1992/93.
Sulla scorta delle valutazioni relative alla realizzazione del Percorso per il successo formativo FUTURO, sperimentato nell’anno scolastico 2000\01, il Collegio Docenti, nella seduta del 16 maggio 2001, delibera per l’anno scolastico 2001\2002 la realizzazione del Progetto per il successo formativo FUTURO 2. Il percorso didattico è caratterizzato da attività di orientamento, riorientamento e di integrazione, in linea con quanto stabilito nella L.9\99 e nell’art. 68, L.144\98.
Tutti gli alunni frequentanti le classi I seguono percorsi orientanti anche in integrazione con enti o agenzie formative del territorio per confermare la loro scelta scolastica o precisare il progetto personale. Alle attività orientative e\o integrate è destinata una quota massima di 274 ore del curricolo (art. 8 Regolamento L.9\99), strutturata modularmente e riguardante tematiche e tecnologiche, ed esercitazioni tecniche e professionali. L’orario scolastico è quindi suddiviso in due quote, una rigidamente costituita in base alle indicazioni ministeriali e l’altra flessibile e aperta alle necessità formative del singolo studente (art. 8 Regolamento dell’Autonomia).
Le classi, nelle ore gestite in autonomia dall’Istituto, si organizzano in gruppi. Gli alunni hanno come riferimento il docente che sviluppa l’attività scelta. Gli studenti in ingresso possono scegliere nella rosa delle attività proposte quelle che si addicono alle loro attitudini e al loro progetto personale. Nel caso fatichino a trovare la loro vocazione, possono sperimentarsi cambiando più attività integrate durante la prima fase dell’anno scolastico e consultarsi con gli insegnanti e con lo psicologo d’Istituto (vedi cap. 4.5), in merito alle opportunità offerte loro dal sistema scolastico e formativo.
La distribuzione standard del monte ore del progetto sperimentale per l’autonomia 2002 è perciò modificato, utilizzando la flessibilità, che nella sua massima applicazione risulta definita nel modo seguente:
· Area dell’equivalenza: ore 561
· Area d’indirizzo: ore 253
· Area dell’integrazione: 274 ore
L’applicazione della flessibilità ( max 15% del monte ore) è obbligatoria nelle classi prime per rispondere ai vincoli normativi della L.9\99 e Regolamento attuativo agosto ’99. Le normative, infatti, configurano l’ultimo anno dell’obbligo come orientativo e precisano la necessità di attivare percorsi didattici mirati ad accrescere la scolarità e quindi a diminuire la dispersione. Attraverso l’adozione di un orario che comprime la disciplinarità ed esalta attività pluri o interdisciplinari, possono essere programmati percorsi che hanno i seguenti obiettivi:
· valorizzare la conoscenza, il sapere, la formazione;
· confermare la scelta scolastica;
· precisare il percorso personale;
· migliorare l’autostima nei casi di debolezza di fiducia in se stessi;
· predisporre percorsi alternativi alla scelta scolastica al fine della precisazione della formazione nei CFP o nel mondo del lavoro.
Alla fine dell’ anno scolastico la scuola rilascia il certificato di assolvimento di obbligo scolastico ( tab. pag 26 modificata e ultimi quattro paragrafi . ( vedi cap. 7.8)
Gli alunni delle classi seconde e terze sono soggetti ad obbligo formativo , dal quale vengono assolti con il conseguimento della qualifica . Qualora un alunno decida di interrompere gli studi, la scuola deve tempestivamente informare gli Uffici per l’Impiego , al fine di far proseguire la formazione o presso i CFP o nel lavoro con contratto di apprendistato e l’obbligo di 240 ore annuali di formazione da realizzare o nelle strutture regionali o negli Istituti scolastici .
La certificazione di assolvimento dell’obbligo viene rilasciata contestualmente al diploma . Qualora lo studente abbandoni lo studio in corso di anno , la scuola è tenuta a certificare il segmento di studi compiuti.
Le classi II e III seguono perciò nell’area dell’integrazione percorsi di arricchimento e/o integrazione curricolari, coerenti con il percorso didattico realizzato nell’anno scolastico 2000/2001.
La flessibilità è realizzata per max. 274 ore nelle classi che programmano interventi di integrazione curricolare con il CFP ( IIA- IIB- IIC: integrazioni per acconciatori - estetisti- meccanici ) di via Gamba a Brescia , attraverso i quali gli alunni maturano crediti per il passaggio al secondo anno del corso di qualifica prescelto ( vedi cap. 3.3)
Nelle altre classi il Consiglio di classe delibera sulla eventuale necessità didattica di aumentare il monte ore dell’area di integrazione , tenendo in considerazione la necessità di salvaguardare:
§ gli standard qualitativi di profitto relativi alle competenze fissate nella revisione dei curricoli ( vedi cap. 5.7)
§ la gradualità degli apprendimenti anche attraverso l’attuazione della didattica individualizzata
§ la professionalizzazione del curricolo nella classe terza
L’autovalutazione e il monitoraggio del Progetto Futuro 2 relativo alle classi I-II-III è predisposto sulla base dei seguenti elementi:
§ l’organizzazione
§ le attività didattiche integrate con i CFP o con altri istituti scolastici o con le aziende del settore
§ le attività disciplinari
§ i servizi di facilitazione
§ gli esiti degli alunni
L’azione di monitoraggio è affidata al Dirigente scolastico e a collaboratori da lui espressamente incaricati .
Strumenti di monitoraggio :
§ controllo formale ( registri dei verbali, registro di classe, programmazioni disciplinari, programmazioni pluri o interdisciplinari)
§ indagini statistiche
§ riunioni formali
Criteri di autovalutazione
:
§ Coerenza e completezza della progettazione
§ Coerenza e completezza della realizzazione
§ Successo dell’organizzazione
§ Successo delle attività
§ Significatività delle attività in rapporto ai bisogni degli studenti e del territorio
§ Rispetto dei tempi previsti
§ Rispetto dei costi previsti
§ Rilevazione dei punti deboli e dei punti forti dei processi didattici e formativi negli aspetti organizzativi e di implementazione didattica
TEMATICHE E/O ESERCITAZIONI TECNICO PRATICHE DA REALIZZARE NELL'ANNO SCOLASTICO 1999/2000, PROGRAMMATE NELLA QUOTA ORARIA DI AUTONOMIA DELL'ISTITUTO (art. 8 Regolamento dell’Autonomia)
|
Tematiche
tecnologico – scientifiche (Art. 4 comma 2 lettere d), e) del Regolamento L.
9/99) |
Tematiche
storiche, economiche, umanistiche, geografiche (Art.
4 Comma 2 Lettera b), Regolamento L. 9/99) |
Attività
creative (Art.
4 comma 2 lettera a) Regolamento L. 9/99) |
Esercitazioni
tecnico-pratiche (art. 4 comma 2, lettera a) Regolamento L. 9/99) |
Attività
professionalizzanti in connessione con i CFP del territorio (art.
6 e art. 4 comma 2 lettera e) Regolamento L. 9/99) |
Predisposizione
Apprendistato (art.
6 e art. 4 comma 2 lettera e) Regolamento L. 9/99) |
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Percorsi IPAA realizzati anche con l'intervento di
esperti esterni ¨
informatica
¨
anatomia
del corpo umano; ¨
alimentazione
e salute; ¨
biogenetica; ¨
antinfortunistica
(L. 626); ¨
requisiti
igienico sanitari degli alimenti; ¨
chimica
dei materiali; ¨
contabilità; ¨
matematica
finanziaria. |
Percorsi realizzati anche con l'intervento di
esperti esterni: ¨
redazione
di un giornale; ¨
cultura
e tradizioni popolari; ¨
geografia; ¨
approccio
alla conoscenza del paesaggio agrario bresciano; ¨
storia
dell’alimentazione; ¨
storia
dell’agricoltura. |
Percorsi IPAA con l'intervento di esperti esterni: ¨
corso
di teatro; ¨
corso
di cinematografia; ¨
attività
pittoriche e plastiche. |
Percorsi IPAA: ¨
lavorazioni
al banco; ¨
disegno
tecnico; ¨
meccanica
agraria; ¨
esercitazioni
pratiche di trasformazione dei prodotti agricoli in prodotti alimentari
(dal latte al formaggio, dall'uva al vino, dall'oliva all'olio, dalla
frutta alla marmellata); ¨
esercitazioni
pratiche di orticoltura; ¨
esercitazioni
pratiche in serra, in frutteto e nella vigna; ¨
esercitazioni
pratiche in tartufaia; ¨
silvicoltura; ¨
esercitazioni
pratiche di cucina; ¨
esercitazioni
di trasformazione delle piante officinali in prodotti di base
della cosmesi; ¨
campionamento
e lettura dei risultati delle analisi chimiche e microbiologiche dei
terreni agrari o delle acque delle rogge irrigue del territorio; ¨
agricoltura
sostenibile (agricoltura biologica e integrata) ¨
impatto
ambientale delle lavorazioni agroindustriali analisi chimiche e
microbiologiche dei reflui derivati dalla trasformazione dei prodotti
agricoli e dalle aziende zootecniche; ¨
esercitazioni
nei laboratori di chimica e di microbiologia |
¨
Percorsi
integrati con i CFP ¨
Percorsi
integrati con altri istituti scolastici: |
Stage di orientamento nelle aziendeinterne
dell’Istituto |
I percorsi didattici elencati rappresentano l’offerta complessiva di istituto. Alcuni percorsi sono attivi in tutte e tre le sedi, altri,invece, essendo specifici approfondimenti di un corso di qualifica, sono attivi solo in una sede dell’istituto.
La programmazione di ciascun percorso dovrà essere ultimata entro il 15 ottobre 2001. L’inizio della realizzazione dei percorsi è il 1° novembre.
Alcuni percorsi hanno carattere puramente orientativo, altri intendono anche sviluppare alcuni requisiti professionali
Per integrazione s’intende la programmazione e la realizzazione di attività didattiche insieme ad altro Ente o agenzia formativa o aziende anche private o ad altri istituti scolastici. Sono quindi integrazioni anche le esperienze scuola/ lavoro (stage , tirocini….) .
Nelle classi
soggette ad obbligo scolastico o formativo ( I-II-II) le integrazioni
rappresentano una ricchezza che dà modo di rispondere ad esigenze formative
degli alunni , che la sola scuola non è in grado di soddisfare .
Sono attive in istituto sei convenzioni biennali , tre destinate alle classi I e altrettante alle classi II , con il CFP di via Gamba di Brescia , relative ai corsi di acconciatore, estetista, meccanico.
Ciascuna convenzione prevede attività da realizzare presso il centro regionale e altre attività a supporto da realizzare in istituto. Il monte ore destinato è mediamente di 400 ore annuali. Si precisa che molte attività realizzate in Istituto sono ascritte nel monte ore disciplinare di Scienze della Terra , Principi di agricoltura ed Ecologia , e che il restante monte ore è messo a disposizione dell’area di integrazione , aumentata del 15%, in virtù dell’applicazione della flessibilità.
Le sei convenzioni predispongono attività di valutazione delle competenze in esito alle quali viene attribuito valore di credito per il passaggio al III ciclo ( secondo anno ) di qualifica dei corsi regionali .
Si auspica la realizzazione di altre integrazioni con i CFP del territorio , per quanto attiene ai percorsi di tipo orientativo, con particolare sviluppo degli interventi di predisposizione degli apprendistati .
Sono in corso di definizione ulteriori possibilità di integrazione , di natura orientativa , con gli istituti di istruzione della provincia .
Al fine della predisposizione e programmazione delle attività integrate , nelle classi I-II-III , sono incaricati quattro insegnanti , ciascuno preposto alla relazione con gli Enti esterni e con i coordinatori delle classi o degli alunni destinatari dell’integrazione. Coordinatore delle attività è il Dirigente scolastico.
Le procure di integrazione differiscono a seconda degli scopi e dei destinatari :
|
Attività |
Destinatari |
Enti di riferimento |
Procedure di massima |
Referenti interni |
Referenti esterni |
|
Scuola Lavoro |
Alunni classi III |
Aziende del settore |
[
individuazione
della necessità di integrazione [
programmazione
modulare del percorso didattico con
gli elementi di monitoraggio e di autovalutazione [
individuazione
delle aziende [
individuazione
dei destinatari [
individuazione
congiunta tra i due Enti delle soluzioni operative, compresi i costi [
monitoraggio
e autovalutazione [
relazione
degli esiti al Consiglio di classe [
relazione
finale |
Tre docenti , uno per ciascuna sede dell’istituto
|
Tutor aziendali |
|
Percorsi professio- nalizzanti |
Alunni classi I-II |
CFP della provincia |
[
individuazione
della necessità di integrazione [
programmazione
modulare del percorso didattico con
gli elementi di monitoraggio e di autovalutazione [
individuazione
dei destinatari [
eventuale
individuazione congiunta tra i due Enti delle soluzioni operative,
compresi i costi [
monitoraggio
e autovalutazione [
relazione
degli esiti al Consiglio di classe relazione finale |
Quattro docenti operanti nella sede centrale Coordinatori delle classi coinvolte |
Direttore del CFP Direttore del singolo corso |
|
Percorsi orientativi |
Alunni classi I |
CFP provinciali o altri Istituti scolastici |
[
individuazione
della necessità di integrazione [
programmazione
modulare del percorso didattico con
gli elementi di monitoraggio e di autovalutazione [
individuazione
dei destinatari [
eventuale
individuazione congiunta tra i due Enti delle soluzioni operative compresi
i costi [
monitoraggio
e autovalutazione [
relazione
degli esiti al Consiglio di classe relazione finale |
Idem |
Idem |
Il monitoraggio e l’autrovalutazione dei percorsi integrati è predisposto sulla base degli indicatori già esplicitati nel paragrafo precedente
Si aggiunge come oggetto di valutazione la relazione con gli Enti esterni; come strumento di monitoraggio le riunioni formali; come criterio di autovalutazione l’ efficacia ed efficienza della relazione tra IPAA ed Enti di riferimento.
Le classi prime, durante il primo mese di lezione, seguono il progetto accoglienza che si compone di tre attività: informazione, diagnostica, orientamento. Tali attività sono programmate nel primo Collegio dei Docenti e implementate dal singolo Consiglio di classe.
Informazione
Nei primi giorni di scuola gli alunni sono informati circa la struttura burocratica dell’istituzione scolastica e relativamente agli aspetti funzionali (trasporti, utilizzo mensa, orario scolastico ecc.).
Diagnostica
Agli alunni sono somministrati test motivazionali e attitudinali per aree disciplinari o per singola disciplina.
Gli insegnanti dei consigli di classe redigono una scheda di osservazione per rilevare dati socio-comportamentali relativi a ciascun alunno
Orientamento
L’attività consiste prevalentemente nell’impostazione di moduli anche disciplinari tendenti a consolidare il progetto di vita dell’alunno, nel caso sia stato maturato, o a rettificare le scelte operate dagli studenti in ingresso. L’attività didattica iniziale è quindi propedeutica alla programmazione annuale delle attività disciplinari e alla opzione dei percorsi integrati del progetto FUTURO.
Frequentemente accade che i fallimenti scolastici siano dovuti all'insufficiente motivazione dell'allievo verso il corso di studi prescelto, nonostante gli interventi di orientamento effettuati nella scuola media. Occorre quindi prestare attenzione a tutti i possibili segnali, più o meno espliciti, che rivelino situazioni del genere e programmare , all’interno del Consiglio di Classe, una strategia d’intervento, atta al riorientamento dell’alunno e a favorire l’eventuale passaggio ad altro istituto scolastico. In tal caso, i docenti , attraverso attività didattiche individualizzate, colloqui ed osservazioni dirette, valuteranno le potenzialità e le attitudini dell’allievo e collegialmente decideranno, consultata la famiglia, di riorientare lo studente, proponendo le opzioni più consone alle sua personalità e ai suoi interessi, di cui egli deve essere reso pienamente consapevole; qualora l’allievo effettivamente decida, in base all’attività di orientamento svolta, di modificare il suo percorso di studi, il Consiglio attuerà gli opportuni moduli–passerella.
Anche nel caso in cui le richieste dell’allievo siano esplicite, il Consiglio di Classe valuterà se le aspettative dello studente siano effettivamente coerenti con le sue caratteristiche (capacità e competenze di base, attitudini , ecc.) e con l’indirizzo di studio eventualmente già indicato, al fine o di predisporre i moduli di passaggio o di orientarlo nuovamente, sulla base dei risultati della valutazione collegialmente espressa, previa ovviamente comunicazione in merito alla famiglia.
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Attività |
Tempo
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Soggetti
coinvolti |
Procedure |
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Riorientamento |
Settembre/febbraio |
Docenti |
·
Osservazione ·
Diagnostica ·
Colloqui con gli alunni |
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Consiglio
di Classe |
·
Individuazione degli alunni da riorientare ·
Individuazione del nuovo percorso formativo ·
Colloqui con la famiglia dell’alunno ·
Eventuale programmazione modulare degli interventi per il passaggio al
nuovo percorso formativo ·
Eventuale accordo con i referenti interni incaricati della
programmazione di passerelle verso altri istituti scolastici ·
Eventuale accordo con i referenti interni incaricati della
programmazione di interventi integrativi orientativi con i CFP |
Se nelle fasi di orientamento e riorientamento i docenti rilevano la necessità di passaggi ad altri istituti, è da attuare la seguente procedura.
· L’individuazione della scuola di destinazione da parte del consiglio di classe
· La rilevazione da parte del consiglio di classe della scuola di destinazione delle necessità di integrazione al curricolo svolto
· Programmazione congiunta dei due consigli di classe (di provenienza e di destinazione) degli interventi di riequilibrio per il passaggio
· Individuazione dell’istituto in cui si devono realizzare i moduli programmati
· Integrazione dell’alunno nel nuovo percorso formativo.
Le scelte educative di Istituto
La scuola, oltre a rappresentare l’ambito tradizionalmente deputato alla trasmissione dei saperi (teorico- pratici), deve sapersi proporre come luogo privilegiato per la formazione globale dell’individuo, agevolandone la maturazione della personalità, la flessibilità operativa, la progettualità.
L'attività educativa si realizza mediante:
§ i saperi che propone,
§ l'azione integrata e coordinata dei consigli di classe,
§ un'offerta formativa che integri i saperi curricolari,
§ le scelte educative specifiche legate alle necessità del territorio.
Presentiamo ora le scelte educative poste in essere dal nostro istituto, a cui sono subordinate le modalità didattiche, in coerenza ai principi suddetti .
L’area dell’integrazione assume differenti finalità nel biennio iniziale e nel monoennio di qualifica. La destinazione formativa del monte ore a disposizione nei primi due anni è presentata nel cap.3, § 1,2,3, in cui si tratta delle integrazioni legate alla sperimentazione dell’obbligo scolastico. In questo ambito è destinata alla realizzazione sia di interventi di riequilibrio culturale, con particolare riguardo alle capacità linguistiche e logico–matematiche sia di attività con particolare valenza orientante finalizzate alla conoscenza del territorio, al contatto con il mondo del lavoro e ad attività preprofessionalizzanti; ; Nelle classi terze l’area dell’integrazione assume una curvatura formativa in cui è privilegiata la formazione alla professionalità specifica dei tre indirizzi, agroindustriale, agroambientale e agrituristico. Il tempo a disposizione è di 132 ore, previa delibera di flessibilità del singolo consiglio di classe (vedi cap. 3). Una frazione di questo tempo, non più di un terzo, può essere utilizzata per attività di recupero, operando una divisione della classe e aggregando se necessario gruppi di altre classi. La frazione restante del monte ore è dedicato a sviluppare competenze professionali, agendo sulla base delle abilità acquisite nelle classi I e II.
Sono progettate ed attuate iniziative formative finalizzate alla conoscenza dei seguenti aspetti:
§ organizzazione e gestione dell’azienda agricola;
§ trasformazione dei prodotti agricoli;
§ le strutture di supporto alle attività agricole e agroindustriali;
§ gli ambienti caratteristici del territorio ( valle, lago, corsi d’acqua)
§ aspetti del patrimonio ambientale, artistico e–culturale della provincia di Brescia.
In particolare nell’anno scolastico 2001-2002 si realizzeranno un primo gruppo di moduli a carattere generale, condivisibili da tutti gli indirizzi:
Maiscoltura: il modulo è volto a sviluppare competenze necessarie a progettare piani di concimazione, date come condizioni le caratteristiche del terreno, la necessità di tutela dell’ambiente e le rese colturali. L’approccio didattico generale è per soluzione di problemi. L’attività implica l’esercizio e il conseguente consolidamento di competenze dell’area d’indirizzo e di equivalenza. Le attività degli alunni consisteranno nell’effettuare e valutare le opportune analisi chimiche del terreno, intervenire sulla coltura previa analisi delle fasi fenologiche delle piante coltivate; produrre una documentazione (su modelli standardizzati, elaborati dagli alunni); produrre una relazione finale in cui si evidenziano gli argomenti a sostegno della valutazione finale e dei risultati ottenuti.
Coltivazione idroponica e semi-idroponica: il modulo è volto a sviluppare e consolidare competenze in materia di fertilizzazione delle piante e di analisi chimiche, competenze che mettano in grado l’alunno di operare nella struttura idroponica e semi-idroponica, progettando e realizzando piani di fertilizzazione, esercitando la diagnosi visiva e le terapie d’intervento,
Micropropagazione: Le attività programmate si articolano in più percorsi, con diverse finalità, strutturati a misura dei destinatari: percorso 1 rivolto agli alunni delle classi III; percorso 2 rivolto ad alunni delle classi I; percorso 3 rivolto ad alcuni alunni delle classi quarte e quinte. Il percorso che sarà sviluppato nel monoennio si propone di sviluppare le seguenti competenze: controllo e gestione delle attività di laboratorio riguardanti la preparazione dei substrati nutritivi e degli ormoni necessari alle varie fasi del processo di micropropagazione; diagnostica dello stato sanitario della pianta madre dalla quale prelevare apici vegetativi; produzione da un unico espianto (apice vegetativo) di piantine in quantità e qualità competitiva rispetto ai sistemi tradizionali di moltiplicazione; produzione da un unico espianto (apice vegetativo) di piantine in un tempo competitivo rispetto ai sistemi tradizionali di moltiplicazione; controllo della tecnologia utilizzata.
Analisi chimiche: il modulo ha l’obiettivo di sviluppare e consolidare competenze intorno ai procedimenti di analisi generali e specifiche di diversi materiali, l’allievo saprà realizzare la preparazione dei materiali, l’esecuzione delle procedure di reazione, la lettura dei risultati.
Un secondo gruppo di unità formative presenta caratteri di specificità connessi all’indirizzo di qualifica:
Visite ad aziende di settore: si realizza in stage di una o più giornate, le finalità sono di condurre l’allievo ad affrontare la realtà aziendale concreta individuando i caratteri dell’organizzazione produttiva al fine di farne emergere i fattori della qualità, in termini di efficacia ed efficienza, e di operare confronti tra realtà produttive diverse.
Analisi delle colture tradizionali: le finalità del percorso formativo sono di approfondire e consolidare le competenze intorno alle colture prevalenti del territorio agricolo circostante, in particolare le colture cerealicole; i temi affrontati sono legati alla progettazione del piano colturale sulla base delle caratteristiche del terreno, alla progettazione del piano di fertilizzazione, alla diagnosi e soluzione di problemi caratteristici della coltivazione.
Studi di fattibilità, progettazione e realizzazione di interventi di recupero di ambienti degradati: l’istituto sarà in grado di recepire esigenze di bonifica di aree degradate provenienti da enti locali, progettare e realizzare interventi di recupero da realizzarsi all’interno dell’area dell’integrazione, come è già avvenuto nel precedente anno scolastico in merito all’intervento nel parco dello Strone.
Viticoltura: il modulo si propone come finalità di sviluppare competenze che mettano in grado l’alunno di seguire le fasi colturali di impianto e mantenimento di intervenire nei casi di patologia, e di gestire gli aspetti economici.
Ciclo di produzione dell’olio di oliva: il modulo si propone di sviluppare competenze in merito alla valutazione della qualità della materia prima, raccolta, lavorazione, trattamento degli scarti, stoccaggio e valutazione della qualità del prodotto.
Trasformazione del latte: il modulo ha lo scopo di sviluppare competenze in merito alla trasformazione del latte in formaggi a pasta cruda, cotta e semicotta, l’allievo sarà in grado di controllare e di intervenire sul ciclo di lavorazione, gestire lo stoccaggio e la stagionatura del prodotto
Le attività di recupero, sostegno e riequilibrio culturale per gli alunni in ingresso sono centrali per l’efficacia e l’efficienza dell’attività didattica. In generale l’attività di recupero deve essere tempestiva e specifica, per cui è realizzata innanzitutto in itinere e prevista in linea generale, dato che deve essere individualizzata, dal percorso modulare. A questo fine si può ricorrere all’assegnazione di attività diversificate all’interno della classe, per cui agli allievi che devono recuperare viene assegnato un percorso alternativo individualizzato, mediante la tecnica delle schede, fornendo una bibliografia alternativa e mediante il lavoro individuale tutorato; gli allievi che hanno raggiunto gli standard minimi nel frattempo svolgono attività individuali o di gruppo finalizzate al consolidamento; gli allievi che hanno superato il livello minimo di padronanza svolgono attività di approfondimento sui temi del modulo. E’ possibile a seguito di programmazione del consiglio di classe realizzare divisioni del gruppo classe o accorpamento di gruppi di recupero provenienti da diverse classi.Una seconda modalità di organizzazione del recupero implica attività extra-curricolare che è organizzata come segue:
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Obiettivi |
Soggetti coinvolti |
Attività |
Tempi |
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§
-favorire
il recupero del profitto scolastico §
-guidare e
potenziare il metodo di studio degli alunni |
§
Gruppi di
alunni ( 5 o 6 elementi, partecipazione obbligatoria) individuati dai
docenti nel consiglio di classe §
Docenti o
personale educativo |
§
Lezioni
frontali §
Esercitazioni
scritte, orali, pratiche §
Studio
guidato §
Le
suddette attività dovranno essere programmate in forma di unità
didattiche di recupero da presentare al coordinatore del consiglio di
class e sottoposte all'approvazione del consiglio di classe |
§
La durata
delle unità didattiche potrà estendersi dalle quattro alle otto ore (
comprese le verifiche programmate), collocate in orario extra curricolare. |
Per quanto concerne le attività estive di recupero del debito scolastico e sulle modalità in generale di recupero dei dabiti si rimenda al cap.5, §10.
Le figure coinvolte nell’integrazione scolastica e sociale degli alunni in situazione di handicap sono:
· l’insegnante di sostegno;
· il consiglio di classe
· l’insegnante coordinatore del gruppo di insegnanti di sostegno d’istituto:
Gli organi coinvolti nell’integrazione scolastica e sociale degli alunni in situazione di handicap sono:
· gruppo di studio e di lavoro di istituto (GLH di istituto) attivato in seno al collegio docente; previsto dalla legge quadro 104 del 5-2-93 (art.5, comma2) e successivamente richiamato dalla CM 123 dell’11-4-94 e dal DM 122 dell’11 –4-94. Composto da : insegnanti (curricolari e di sostegno) operatori dei servizi, familiari, studenti , esperto dei problemi degli alunni h e dirigente scolastico.
· gruppi tecnici istituiti per ciascun alunno in s/h; previsto dalla legge-quadro 104 del 5-2-93 (art. 12, comma 5) e dall’atto di indirizzo di cui al DPR 24-2-94 (artt. 4e5). Composto da Dirigente Scolastico, insegnanti della classe, membri dell’equipe specialistica , familiari.
· gruppo di insegnanti di sostegno d’istituto (gruppo h).
COMPETENZE DEI SOGGETTI ISTITUZIONALI
Insegnante di Sostegno
Figura istituita dalla L. 104/92 come docente utilizzato per interventi individualizzati di natura integrativa, il docente di sostegno NON è assegnato ai singoli alunni in S/H , ma alla classe , ove interviene su tutti gli alunni , in piena collaborazione con i docenti curricolari, in particolare con quelli che hanno difficoltà di apprendimento. Nel Consiglio di classe il docente di sostegno ha parità di proposta , decisione e voto , come gli altri insegnanti per ogni questione che riguardi la classe. L'insegnante di sostegno in particolare:
· Collabora come specialista con tutti gli insegnanti della classe per individuare ed applicare il progetto di integrazione
· Collabora con i docenti del Consiglio di classe nell'impostazione del PEI, nella sua applicazione, verifica dei risultati
· Collabora con docenti, famiglie, strutture socio sanitarie per la definizione del PDF
· Collabora con le famiglie e le strutture socio sanitarie del territorio
· Predispone particolare percorsi , definisce metodi e strumenti idonei al processo integrativo
B- Coordinatore del gruppo di insegnante di sostegno
· Coordina e fa da consulente agli insegnanti di sostegno
· Aggiorna la documentazione dei fascicoli personali degli alunni disabili
· Collabora alla composizione dell’orario degli insegnanti di sostegno
· Collabora alla stesura del POF
· Mantiene i contatti con la Segreteria e la Presidenza
· Si occupa dei collegamenti con i Consigli di Classe nelle quali sono iscritti gli alunni disabili
· Partecipa ai colloqui con le famiglie
· Prende parte agli incontri con gli operatori dell’ASL, dell’azienda ospedaliera e dei servizi sociali
· Tiene rapporti con i Centri Professionali, le Agenzie Territoriali specializzate e gli Enti Locali Territoriali
· Pianifica ipotesi di orientamento e di continuità
· Progetta e predispone tirocini lavorativi in collaborazione con gli organismi preposti
· Accoglie i preiscritti
· Intrattiene relazioni con l’Ufficio Scolastico Provinciale ( settore Integrazione-), CIS e CTRH
· Fa da tutor ai docenti neo-immesi in ruolo e agli specializzandi
C- Gruppo di studio e di lavoro di istituto (GLH di istituto)
ü il contesto complessivo degli alunni in situazione di handicap nell’ambito delle scuole che hanno fatto pervenire i loro documenti di iscrizione
ü la situazione complessiva degli alunni in s/h già iscritti, con particolare riferimento alla loro integrazione nelle rispettive classi di appartenenza
ü la famiglia degli alunni in S/h
ü gli operatori dell’ASL, dell’AO e dei Servizi Sociali
ü i responsabili dei centri di Formazione, delle Agenzie Territoriali e degli Enti Locali territoriali
ü della programmazione generale dell’integrazione scolastica;
ü del progetto personale di vita dei singoli alunni;
ü del piano educativo individualizzato dei singoli alunni;
ü dei percorsi di continuità ed orientamento dei singoli alunni
ü dei percorsi integrati e/o misti dei singoli alunni
ü dei percorsi di tirocinio dei singoli alunni
D- Gruppi Tecnici Istituiti per ciascun alunno
· Provvede alla redazione del Profilo Dinamico Funzionale (documento dove si indica il livello di sviluppo che l'alunno in s/h dimostra di avere in tempi brevi di 6 mesi e medi di 2 anni)
· Elabora il Piano Educativo Individualizzato ( documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati fra loro ). Nel PEI sono tenuti presenti i Progetti educativi, Riabilitativi e di Socializzazione individualizzati, nonché le forme di integrazione di attività scolastiche ed extrascolastiche.
· Verifica gli effetti dei diversi interventi predisposti e l'influenza esercitata dall'ambiente scolastico sull'alunno s/h.
E- Gruppo Insegnanti di sostegno d’istituto
· Analizza i problemi dei singoli alunni in S/h
· Monitora i percorsi scolastici dei singoli alunni
· Cura la raccolta dei materiali relativi alla programmazione dei singoli alunni in modo da costruire un archivio delle esperienze realizzate .
· Favorisce il confronto tra gli insegnanti di sostegno
· Predispone gli strumenti attraverso cui effettuare:
· le osservazioni delle situazione iniziale dei singoli alunni
· il rilevamento degli sviluppi dei loro apprendimenti
· le annotazioni circa gli eventuali progressi della loro maturazione psicologica.
In sintesi
Il P.E.I è:
progetto operativo interistituzionale tra operatori della scuola, dei servizi sanitari e sociali, in collaborazione con i familiari
progetto educativo e didattico personalizzato riguardante la dimensione dell’apprendimento correlata agli aspetti riabilitativi e sociali
contiene:
· finalità e obiettivi didattici
· itinerari di lavoro
· tecnologia
· metodologie, tecniche e verifiche
· modalità di coinvolgimento della famiglia
· tempi:
· si definisce entro il secondo mese dell’anno scolastico (il CdC può deliberare di formulare il PEI in data diversa)
· si verifica con frequenza, possibilmente trimestrale
· verifiche straordinarie per casi di particolare interesse
Oltre agli alunni in situazione di handicap che seguono il curricolo scolastico della classe di appartenenza alle quali sono assegnati, l’Istituto accoglie ragazzi in situazione di handicap ai quali offre un servizio scolastico formativo personalizzato, che si conclude , di solito, con esperienze di orientamento lavorativo con o senza stage sul territorio.
Gli alunni che seguono la programmazione di classe o la programmazione di classe semplificata egualmente riconducibile ai programmi ministeriali, con individualizzazioni o differenziazioni solo per la parte strumentale coinvolta dal tipo di disabilità e per la metodologia d’intervento, sono dimessi con un titolo di studi avente valore legale.
Gli alunni che seguono un percorso scolastico-formativo personalizzato , sono dimessi con una certificazione/o attestato di credito formativo. L’intervento per i suddetti alunni si articola, di solito, nell’arco di un triennio o quinquennio, seguendo il percorso qui specificato:
A - durante il biennio vengono privilegiate e realizzate quelle attività che assicurano:
la prosecuzione del P:E:I al fine di motivare, guidare e sostenere il percorso scolastico dell’allievo in situazione di handicap
la possibilità di sviluppare e affinare le competenze relative alla personalità, alla formazione culturale, alla vita di gruppo, alla cura della propria persona, alla capacità di vivere con pienezza la vita amicale e familiare
le iniziative di didattica orientante che hanno lo scopo di aiutare l’allievo a compiere scelte più consone alla propria personalità in direzione dell’ulteriore percorso scolastico o formativo. Tali iniziative confluiscono nella costruzione, condivisa dall’allievo e dalla sua famiglia, del progetto di vita, il quale deve contenere – oltre all’indicazione relative al percorso scolastico- l’indicazione di possibili percorsi integrati di istruzione e formazione professionale, realizzati medianti accordi con i centri di formazione professionali riconosciuti.
B – durante il terzo –quarto- quinto anno vengono perfezionate quelle attività finalizzate alla formulazione di ipotesi realistiche di orientamento al lavoro- costruzione di percorsi di tirocinio, co realizzazione di esperienze lavorative guidate all’interno o all’esterno dell’istituto in accordo con i servizi sanitari e sociali competenti.
Percorso curricolare differenziato pluriennale
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PERIODO |
ATTIVITÀ |
SOGGETTI
COINVOLTI |
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Febbraio-maggio;
periodo che precede l’iscrizione |
Fase
del pre-inserimento- progetti di raccordo e continuità scuola
media/scuola superiore |
Docenti
di sostegno sm1 e gruppo di
sostegno sm2 |
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Inizio
del nuovo anno |
Fase
dell’accoglienza - diagnosi osservazione
per 6 settimane circa incontri
con famiglia ed equipe sanitaria ipotesi
di curricoli comuni alla classe ipotesi
di curricoli differenziati |
Docenti
di sostegno e di classe |
|
3
settimane - fine novembre |
Fase
della programmazione annuale
stesura
del p.e.i. attuazione
del p.e.i. |
Docenti
di classe e docente di sostegno |
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Inizio
del terzo anno |
Prime
ipotesi a lungo termine progetti
educativi personalizzati pluri-annuali |
Docenti
della classe e di sostegno e servizi sanitari e sociali competenti |
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fine
del terzo anno |
Orientamento
lavorativo |
Docenti
della classe e di sostegno e servizi sanitari e sociali competenti |
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A
partire dal quarto anno |
Attuazione
esperienze di tirocinio |
Docenti
della classe e di sostegno Enti
territoriali e formazione professionale
|
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Fine
del quinto anno |
Attestato
di credito formativo |
Docenti
di sostegno |
Nell'articolare i percorsi didattici e gli interventi educativi occorre quanto più possibile, in vista del successo formativo, considerare e rispettare gli stili cognitivi. I fattori che devono essere presi in considerazione per avere un quadro affettivo-motivazionale e cognitivo di ciascun allievo sono le competenze pregresse, la motivazione, il ritmo di apprendimento e le competenze metacognitive (metodo di studio).
A questo fine l’attività diagnostica si rivela essenziale e deve essere progettata per poter rilevare con procedure di diverso livello di oggettività, le variabili sopra indicate.
Si deve rammentare che l’attività di diagnosi richiede per alcuni aspetti l’osservazione ripetuta del discente in condizioni di apprendimento, soprattutto per quelle caratteristiche che meno si prestano ad una osservazione oggettiva, ma richiedono un’osservazione partecipe/interpretativa, quali il livello di autostima, il livello di fiducia in se stessi in situazioni di rendimento, le competenze metacognitive e in particolare il locus of control..
Il risultato dell’indagine condiziona le scelte di programmazione.
Il consiglio di classe o il docente, una volta giunto a diagnosticare le caratteristiche individuali significative per il processo di apprendimento, deve calibrare e adattare l’intervento didattico che a grandi linee è già strutturato in curricoli modularizzati (vedi cap. 5.7), giustificando e documentando le scelte operate nel verbale dei consigli di classe.
L’individualizzazione del processo di apprendimento consisterà allora nell’adattare il percorso didattico alle caratteristiche del singolo.
Si deve prestare attenzione al fatto che l’individualizzazione non concerne gli obiettivi, a esclusione di casi particolari seguiti da un PEI o di casi su cui si decide di realizzare, per motivi da esplicitare in modo chiaro, valutazioni sommative su base pluriennale. Stabilito quindi che le mete e le competenze in esito del percorso formativo devono restare tali, è il metodo per raggiungerle che deve conformarsi alle caratteristiche individuali.
L’individualizzazione della didattica deve essere attuata in tutte le classi e deve rispondere in modo tempestivo e specifico a problemi che possono insorgere nel corso di tutto l’anno scolastico, per cui l’attività di diagnosi che supporta l’individualizzazione deve estendersi a tutto l’arco del segmento formativo. Il docente deve sorvegliare continuamente le prestazioni e gli atteggiamenti degli alunni le cui caratteristiche affettive, motivazionali e cognitive sono soggette a mutamenti in positivo o in negativo nel corso dell’anno.
La realizzazione di percorsi didattici individualizzati è facilitata nel primo biennio e nel monoennio di specializzazione dalla presenza da maggiori risorse dovute alle codocenze, che all’interno della classe semplificano il compito di divisione del lavoro per gruppi di livello.
Gli studenti incontrano spesso difficoltà di apprendimento dovute, in genere, a scarsa autostima. La mancanza di fiducia in se stessi porta gli alunni ad assumere comportamenti poco finalizzati, talora opposti al raggiungimento degli obiettivi del corso e alla realizzazione del progetto personale.
Allo scopo di affrontare queste problematiche è attivato un sevizio di ascolto per rilevare le necessità individuali degli alunni e di conseguenza progettare programmazioni didattiche adeguate e mirate a:
n favorire una migliore conoscenza di se stessi;
n diventare sempre più consapevoli delle caratteristiche personali;
n migliorare l’immagine di sé;
n migliorare i rapporti interpersonali nell’istituzione scolastica;
n attenuare i fattori che favoriscono il disagio scolastico.
A questo fine l’Istituto si avvale della consulenza di uno psicologo, con ruolo di formatore, per:
n gestire l’ascolto di alunni con vissuto scolastico particolarmente problematico;
n coadiuvare gli insegnanti e gli istitutori nell’attività didattica ed educativa
La gestione del progetto “Spazio ascolto” è coordinata da tre insegnanti, uno per sede, con le seguenti funzioni:
n rilevare i casi e le problematiche di disagio degli alunni dell’Istituto;
n essere referente dello psicologo (raccogliere le prenotazioni; fissare il primo appuntamento; assolvere a funzioni di segreteria).
n creare le condizioni per attivare l’ascolto
n documentare le attività
n monitorare il progetto
La realizzazione del progetto “Spazio ascolto” si articola in colloqui individuali tra psicologo e studenti, psicologo e genitori, psicologo e docenti, e incontri tra psicologo e classi.
Obiettivi dei contatti
individuali tra psicologo e studenti
· Favorire una migliore conoscenza di se stessi
· Diventare sempre più consapevoli delle caratteristiche personali
· Migliorare l’immagine di sé
· Migliorare i rapporti interpersonali nell’istituto
Obiettivi degli incontri tra
docenti e psicologo
Confronto su:
· problemi particolari che nascono all’interno della classe;
· strategie opportune per la loro soluzione per instaurare relazioni efficaci;
· atteggiamenti, percezioni, reazioni che intervengono nel processo educativo – formativo.
Obiettivi dei contatti
individuali tra psicologo e genitori
Confronto su:
· atteggiamenti e comportamenti dei propri figli;
· strategie e modalità per migliorare il rapporto educativo con i figli.
Obiettivi degli incontri tra
psicologo e classi
· Favorire la conoscenza di sé
·
Precisare il progetto personale a lungo o medio termine
2 Le scelte didattiche dell'istituto
L’istituto ha scelto di adottare schemi didattici improntati alla flessibilità, in grado cioè di adattarsi alle diverse richieste e ai diversi contesti, di differenziarsi in base alle abilità da promuovere e alle caratteristiche degli allievi. La strategia della flessibilità consiste nell'individuare, tra diverse metodologie, strumenti, modalità d'insegnamento, quelle più congruenti con gli obiettivi da raggiungere e più funzionali ad assicurare una effettiva fruibilità della proposta formativa.
Strategie metodologiche e di organizzazione degli spazi e dei tempi dell'insegnamento sono prerogativa del docente la cui autonomia è esercitata nel rispetto:
§ del diritto ad apprendere degli studenti;
§ del diritto alla trasparenza e all'informazione e alla tempestività della valutazione;
§ dell'obbligo di uniformare la propria azione formativa agli obiettivi e agli standard di apprendimento stabiliti dal piano dell'offerta formativa d'istituto;
§ dell'obbligo di assumere e seguire i presupposti e le linee guida della strategia didattica indicate nel presente P.O.F..
Si precisa che l’attuale ordinamento dispone incarichi di docenza non più rigidamente legati alle classi e alle discipline. Questo implica che le risorse umane possano essere utilizzate, sulla base delle competenze possedute, per incarichi volti alla realizzazione del piano dell’offerta formativa.
Fatte salve le considerazioni riportate nel capitolo precedente, nell’area delle discipline di indirizzo è previsto dalla normativa vigente l’insegnamento in compresenza del docente teorico e del docente tecnico pratico. Occorre pertanto che si stabilisca una fattiva collaborazione tra entrambi, i quali devono confrontare e armonizzare le diverse competenze e capacità personali, affinché l’azione didattica acquisisca incisività e efficacia per gli studenti .
I due docenti devono quindi:
q programmare la strategia didattica complessiva
q programmare la scansione modulare della disciplina
q programmare gli interventi teorici e le esercitazioni pratiche esemplificative
q scegliere e condividere gli strumenti e i mezzi dell’azione didattica
q condividere gli obiettivi di apprendimento
q programmare efficaci azioni di recupero / approfondimento
q condividere il sistema di misurazione e valutazione
A seconda delle esigenze della classe o dell’Istituto, è possibile che il docente tecnico pratico svolga attività didattica autonoma, rispondente a criteri programmatici, fissati dal Dirigente Scolastico o dal Consiglio di Classe.
Si
sottolinea, inoltre, che gli I.T.P.
, secondo la legge 3 maggio 1999
numero 124, fanno parte del
consiglio di classe a pieno titolo e con pienezza di voto deliberativo.
Con l’innalzamento dell’obbligo scolastico l’utenza della scuola si è estesa a soggetti le cui caratteristiche individuali hanno fatto emergere notevoli difficoltà di inserimento produttivo nelle classi, costituite secondo criteri di eterogeneità. Il X % circa degli allievi delle classi prime ha formulato un progetto personale di formazione che mira unicamente all’assolvimento dell’obbligo scolastico. Per questi allievi il nono anno di permanenza nella scuola è vissuto come onere di cui non comprendono il valore di promozione sociale e della cittadinanza. Costoro considerano l’obbligo a un ulteriore anno di formazione come una punizione comminata dallo Stato. Ne consegue che la motivazione allo studio risulta debolissima e il risentimento, conseguente all’imposizione di un sistema di valori che non condividono, li conduce ad assumere un atteggiamento di rifiuto e, in molti casi, di scontro e di boicottaggio del lavoro formativo. Tutto ciò si ripercuote sul clima di lavoro delle classi in cui sono inseriti, a detrimento naturalmente degli alunni il cui progetto formativo contempla il raggiungimento della qualifica e del diploma, oppure di una certificazione che permetta loro il compimento di una formazione professionale nei CFP.
La soluzione adottata nell’a.s. 2000/2001 di scindere le classi prime in gruppi di livello motivazionale per una frazione del monte ore annuo e destinare gli alunni problematici a progetti specifici consistenti in attività pratiche nelle aziende interne, ha comportato notevoli oneri organizzativi; in ogni caso, l’obiettivo di assicurare ai più motivati il diritto alla formazione è stato raggiunto parzialmente, poiché nei momenti di lavoro collettivo la presenza dei soggetti scarsamente motivati ha avuto conseguenze disgreganti e demotivanti per il gruppo.
Per affrontare questo problema si procede in due direzioni. La prima consiste nel valutare la possibilità di una formazione specifica rivolta ai docenti che dovranno inserirsi su classi in cui emerge il problema. La seconda direzione è di valutare la possibilità di costituire un gruppo classe in cui far confluire gli alunni meno motivati e su cui inserire docenti specificamente formati.
A questo fine sono state interpellate la facoltà di Pedagogia dell’Università di Bologna, allo scopo di avere una consulenza scientifica e l’agenzia A.P.S. per una proposta di eventuale intervento formativo e di consulenza ai docenti.
La didattica si fonda su due presupposti secondo cui:
§
le caratteristiche
individuali di ciascun allievo sono modificabili;
§ tutti gli allievi possono padroneggiare l'apprendimento a patto che l'insegnamento realizzi le necessarie condizioni di adattamento alle loro caratteristiche cognitive e affettive.
Le linee guida della didattica, descritte di seguito, sono punti fermi sulla cui base i singoli docenti orientano e realizzano il loro intervento di insegnamento
L'istituto mira ad adottare in tutti i percorsi formativi che offre l'organizzazione per moduli dell'insegnamento.
Il modulo è lo strumento che meglio si adatta ad assicurare flessibilità al processo formativo, poiché, essendo strutturato in fasi, rende più facile la rielaborazione del percorso e consente la massima adattabilità alle caratteristiche individuali. Inoltre, l’organizzazione modulare consente la certificazione del percorso formativo annuale e anche di frazioni dello stesso. Infine l’organizzazione modulare consente la massima visibilità e trasparenza del percorso a beneficio dell’allievo che, individuando i fini dell’attività e le modalità del rapporto insegnamento-apprendimento, ne guadagna in motivazione.
Un modulo è costituito dal particolare insieme di azioni didattiche finalizzate al conseguimento di competenze entro un arco temporale determinato e si articola in fasiche ripetono la sequenza:
insegnamento - verifica - recupero – insegnamento.
Più precisamente, un modulo deve rispondere ai seguenti requisiti:
§ contenere un elenco di obiettivi che devono riguardare la specifiche competenze, capacità e conoscenze che l'allievo deve acquisire;
§ specificare i prerequisiti necessari;
§ contenere un piano d'istruzione che indichi metodo didattico, materiali, mezzi e attività svolte dagli allievi;
§ definire il tipo di prova da somministrare e i criteri di misurazione;
§ definire materiali e attività didattiche alternative volte al recupero di eventuali carenze;
Al termine di ogni modulo il docente è in grado di conoscere le competenze specifiche acquisite dagli allievi, presupposto indispensabile alla valutazione e alla certificazione finale.
I moduli possono essere disciplinari, ossia costruiti su una singola disciplina; pluridisciplinari quando coinvolgono più discipline di cui una negli aspetti specifici e le altre in funzione strumentale; interdisciplinari quando coinvolgono più discipline interagenti nei gangli specifici di ciascuna.
La diagnosi è il primo passo per poter fissare le possibili modalità di azione didattica.
L'attività di insegnamento inizia con l'accertamento complessivo delle caratteristiche individuali degli allievi; questa attività accompagna l’alunno all’inizio di ogni anno e anche durante le fasi del percorso annuale per le ragioni esposte in particolare nel cap. 4.4. In linea generale oggetto di indagine sono i seguenti elementi :
§ i prerequisiti generali, mediante prove d'ingresso tese a verificare abilità logico matematiche, logico linguistiche, abilità pratiche organizzative ed esecutive (metodo di studio).
§ i prerequisiti specifici di ogni singola disciplina, ossia abilità, conoscenze, competenze direttamente implicate negli specifici compiti di apprendimento.
§ Le caratteristiche affettivo-motivazionali di ogni allievo: capacità di attenzione, capacità di risposta, capacità di scelta, capacità di organizzare differenti valori, capacità di cooperazione, livello di autostima, fiducia nelle proprie capacità in situazioni di rendimento.
Gli strumenti per realizzare la diagnosi entrano a far parte del knowledge dell’istituto, alcuni di questi strumenti sono stati utilizzati e monitorati, tuttavia, data la delicatezza dell’operazione di diagnosi, annualmente si procede a una valutazione e alla creazione di nuovi strumenti calibrati sulla specificità delle esigenze che volta a volta emergono. Per quanto concerne l’attività di ricerca in questo ambito si rimanda al cap. 2.7.
Fissare
le mete dell'apprendimento che l'insegnamento vuol conseguire è l'altro passo
necessario alla scelta della strategia didattica.
La
descrizione degli obiettivi e delle competenze di natura cognitiva e operativa
è rimandata al paragrafo 5.6
in cui si presentano i curricoli rivisti nell’a.s. 2000\01
Gli obiettivi
educativi sono relativi alle seguenti sfere:
q
socializzazione
q
autonomia
q
partecipazione
q
autostima
q
responsabilità
q
collaborazione e reciprocità
q
motivazione allo studio
La
concreta declinazione degli obiettivi educativi è elaborata
dai consigli di classe all’inizio dell’anno scolastico e trascritta
nei verbali e nei piani di lavoro dei singoli docenti.
La
valutazione relativa al raggiungimento di tali obiettivi deve essere riferita in
forma di relazione che espliciti
anche le attività realizzate per il loro conseguimento.
L'attività di valutazione interagisce in modo costruttivo con l'insegnamento e consente un continuo adattamento dell'iter formativo. Nei nostri corsi la valutazione si articola in tre momenti:
§ prima che i moduli siano avviati per accertare l'esistenza dei prerequisiti
§ durante il processo formativo per verificare le modalità di risposta degli allievi e nel caso "aggiustare il tiro" (valutazione formativa);
§ al termine del processo per controllare il grado di conseguimento degli obiettivi dei singoli moduli e poter valutare l'efficacia dell'intervento didattico(valutazione sommativa).
L'attività di valutazione si pone come la sintesi di una serie di misurazioni e risponde ai seguenti requisiti:
§ è condotta con prove il più possibile strutturate in cui sono esplicitati obiettivi, condizioni, soglia di accettabilità;
§ il docente ha cura di comunicare agli studenti gli esiti di ogni prova in modo rapido (al massimo entro dieci giorni dalla verifica) e comprensibile;
§ gli studenti devono essere al corrente dei criteri e delle modalità di misurazione e valutazione;
§ tra la valutazione formativa e interventi individualizzati deve essere realizzato un rapporto esplicito e manifesto, ossia devono esserne informati genitori e alunni;
§ per quanto riguarda la valutazione finale i criteri di ammissione alla classe successiva sono espressi dal consiglio di classe tenuto conto dei criteri declinati nel POF (vedi cap. 5.7).
L'attività pratica ha un ruolo primario nel nostro istituto. Innanzitutto per il fatto che gli obiettivi dei nostri indirizzi di studio consistono prevalentemente, nel primo ciclo, nello sviluppo di abilità pratico operative; poi anche perché l'attività pratica ha un enorme peso nell'educazione al lavoro, all'organizzazione, alla decisione; infine l'attività pratica rappresenta una strategia didattica efficace per l'apprendimento, il recupero, il consolidamento, l'orientamento e l'integrazione dei saperi, e per la crescita della motivazione.
La nostra organizzazione formativa consente di svolgere attività pratiche nelle aziende e nei laboratori dell'istituto e in aziende esterne, anche private, a partire dalle classi terze
Dato uno specifico obiettivo, definito uno specifico compito d'apprendimento, considerato uno specifico gruppo di alunni, l'insegnante del nostro istituto decide quali, tra le tecniche segnalate di seguito, siano più adatte al particolare contesto didattico in cui egli opera:
§ Attività individualizzate: si basano sulla individuazione di comportamenti adatti a guidare il singolo allievo, fornendogli, dove è necessario, indizi e suggerimenti appropriati, rinforzando le risposte corrette, correggendo subito eventuali errori; la relazione individuale docente discente consente oltretutto di promuovere l'elaborazione o la rielaborazione del progetto personale dell'allievo
§ Attività collettive: consistono nel porre di fronte tutti gli alunni allo stesso compito di apprendimento. Si adottano solo quando l'insegnante è certo che l'attività proposta potrà essere svolta senza grandi difficoltà da tutti gli allievi.
§ Lavoro di gruppo: è un'esperienza di collaborazione attiva in cui gli studenti si influenzano reciprocamente; promuove la formazione sociale degli allievi e influenza positivamente l'apprendimento e le prestazioni scolastiche.
§ Viaggi d'istruzione: sono esperienze che promuovono la socialità tra alunni e tra alunni e insegnanti, consentono di conoscere altre realtà socio economiche e di ampliare il proprio bagaglio culturale. Particolare rilievo, per gli studenti meritevoli, assumono i viaggi premio, effettuati di norma in estate, che incentivano la motivazione allo studio oltre a rappresentare un momento di scambio culturale. Sono organizzati dal dirigente scolastico, deliberati dal consiglio d'istituto e finanziati dall'istituto, da enti pubblici e privati e in minima parte dagli studenti.
Il docente, inoltre può ricorrere a:
§ Tecniche imitative: promuovono l'acquisizione di una abilità sollecitando nell'allievo processi di tipo riproduttivo ai fini della memorizzazione.
§ Tecniche euristiche: stimolano nell'allievo la scoperta e l'indagine personali, sono finalizzate allo sviluppo di capacità di problem solving.
§ Tecniche creative: sono finalizzate allo sviluppo di capacità creative e del pensiero divergente
Le diverse tecniche didattiche prendono forma e si realizzano attraverso una serie di comportamenti attuati dal docente:
§ Attirare e controllare l'attenzione
§ Informare sui risultati attesi
§ Stimolare il ricordo delle capacità prerequisite apprese
§ Offrire una guida all'apprendimento
§ Fornire il feed-back (correzione dell'errore oppure rinforzo)
§ Valutare le prestazioni
§ Assicurare la ritenzione
La formazione dell’uomo e del cittadino è la principale finalità della scuola italiana, da realizzarsi attraverso l’incontro con la cultura, le conoscenza, le discipline. Questa impostazione si trova attualizzata anche nei due documenti sui saperi essenziali elaborati nel biennio 1997-1998 dalla Commissione dei Saggi.
Nella scuola, il dibattito culturale nato intorno ai due documenti citati si è trasformato nella necessità di tradurre in modo concreto , nei curricoli e nella prassi didattica , la riflessione sui saperi fondamentali. E’ condivisa l’idea di:
- “alleggerire” i contenuti disciplinari per costruire un curricolo non più enciclopedico e ripetitivo;
-
organizzare
gli insegnamenti in moduli flessibili , rispondenti
alle esigenze della programmazione del consiglio di classe
- definire una tavola di competenze significativa per la determinazione degli obiettivi scolastici di ciascun anno di corso.
Gli insegnanti dell’istituto sono approdati a soluzioni che garantiscono linearità, omogeneità tra le tre sedi, e flessibilità del percorso curricolare.
Si riportano di seguito, divisi per area, i nuovi curricoli elaborati (classi I-II-III-IV-V Area dell’equivalenza; I-II-IV-V Area di indirizzo) e da realizzare nell’anno scolastico 2001\2002.
CLASSI I-II
|
AREA DI COMPETENZA |
COMPETENZE TERMINALI |
INSEGNAMENTI |
MODULI |
COMPETENZE DI MODULO |
ORE |
|
LINGUISTICA |
Analizzare
e produrre testi pragmatici orali e scritti Sostenere
una conversazione in lingua inglese in contesti quotidiani Applicare
le strutture sintattiche fondamentali del discorso (funzionali agli
obiettivi della prima e della seconda lingua |
Italiano Inglese |
Otto moduli Il testo pragmatico: tipologie |
Riconoscere e analizzare i diversi tipi di testo
pragmatico e caratteristiche |
|
|
Due moduli di riflessione linguistica |
Saper applicare le strutture morfo-sintattiche
fondamentali |
|
|||
|
Due moduli di lettura |
Comprendere i testi scritti |
|
|||
|
Educazione estetica |
Il modulo non fornisce competenze, in quanto è
inteso come educazione alla lettura |
|
|||
|
Quattro moduli di conversazione in lingua in
contesti di vita quotidiana |
Conoscere e utilizzare il formulario convenzionale
di base |
|
|||
|
STORICO-GIURIDICO-ECONOMICA |
Saper
applicare principi
fondamentali di
interpretazione delle fonti e
strumenti Utilizzare i concetti Interpretativi Fondamentali dell’economia e del diritto, anche in prospettiva storica, nell’analisi di processi, eventi e dati Saper riconoscere in un processo o evento, la
dimensione economico-sociale, politico-giuridica e culturale, in
prospettiva sincronica e diacronica Saper individuare semplici relazioni , in un processo o evento, tra
la dimensione economico-sociale, politico-giuridica e culturale, in prospettiva sincronica e diacronica Saper rapportare azioni a norme e regole in contesti semplici Utilizzare il linguaggio giuridico necessario ad ogni cittadino Individuare fondamentali relazioni tra bisogni,
azioni, regole sociali e norme giuridiche |
Diritto ed economia Storia |
Le fonti della storia; le fonti del diritto |
Saper classificare le fonti Saper distinguere fatti e interpretazione dei fatti |
|
|
Il problema economico: bisogni, società, ambienti
e risorse |
Conoscere i concetti fondanti Riconoscere nell’ambiente i segni dell’attività
umana Comprendere la relazione di interdipendenza tra i
concetti |
|
|||
|
Elementi del sistema economico e modelli economici |
Conoscere i concetti fondanti Comprendere le differenze e le analogie tra modelli
economici Applicare nell’attuale concetti interpretativi
dei modelli teorici esaminati |
|
|||
|
Sviluppo, sottosviluppo e principio di sostenibilità
ambientale |
Conoscere i concetti fondanti sottesi alle
problematiche Saper mettere in relazione bisogni -
risorse ambientali – scelte politiche |
|
|||
|
Il Diritto: funzioni, origini, soggetti, oggetti,
relazioni giuridiche |
Conoscere i concetti fondanti – comprendere la
necessità del Diritto rispetto ai comportamenti sociali – riconoscere
la funzione di principi e norme nei comportamenti quotidiani |
|
|||
|
Caratteri e principi della Costituzione e
ordinamento dello Stato |
Conoscere i concetti fondanti – comprendere la
funzione della Costituzione – saper individuare nella sfera del
quotidiano aspetti del rapporto istituzioni – cittadino |
|
|||
|
Integrazione europea: aspetti politici, economici,
sociali e culturali |
Conoscere i concetti fondanti – individuare
nella sfera del quotidiano elementi di una cultura sopranazionale
|
|
|||
|
Origini e sviluppi dello Stato moderno: stato
assoluto, liberale, democratico, socialista, totalitario |
Conoscere i concetti fondanti – comprendere le
differenze e le analogie tra diversi modelli statali, anche rispetto alla
relazione istituzioni / cittadino |
|
|||
|
Storia demografica, economica e sociale dal
Neolitico all’età industriale |
Conoscere i concetti fondanti- saper individuare i
molteplici fattori che giustificano l’andamento demografico
-saper applicare concetti interpretativi esperiti
nello studio diacronico |
|
|||
|
Storia delle forme politiche dal Neolitico all’età
industriale |
Conoscere i concetti fondanti- -saper applicare
concetti interpretativi esperiti nello studio diacronico |
|
|||
|
Il XVIII secolo: le rivoluzioni politiche,
economiche, tecnologiche e
culturali Il XIX secolo: dall’età napoleonica alla fine
della Prima Guerra Mondiale |
Saper applicare i concetti interpretativi esperiti
a un processo rivoluzionario – comprendere la funzione di
un’ideologia e di valori culturali all’interno di un modello sociale
dato |
|
|||
|
Storia della tecnologia nell’età preindustriale Storia della tecnologia nell’età industriale |
Comprende la funzione della tecnica in rapporto
all’evoluzione della società
-Riconoscere le persistenze e le differenze tra le due epoche
|
|
|||
|
MATEMATICA |
Conoscere le
proprietà fondamentali
del calcolo
algebrico Utilizzare consapevolmente
le tecniche e
gli stumenti di calcolo Risolvere
problemi attraverso
equazioni e sistemi |
Matematica |
Insiemi numerici |
Risolvere espressioni |
|
|
Calcolo letterale |
Saper svolgere prodotti notevoli Saper scomporre in fattori primi i polinomi |
|
|||
|
Equazioni di I e II grado |
Risolvere equazioni Applicare sistemi alla risoluzione di problemi |
|
|||
|
Disequazioni di I e II grado |
Risoluzione di disequazioni |
|
|||
|
TIC |
Elaborazione
dati con videoscrittura
e foglio di calcolo Costruzioni
di presentazioni
e ipertesti |
TIC |
Sistema operativo |
Utilizzo dei menù e delle finestre di Windows |
|
|
Videoscrittura |
Impostare, formattare, salvare e stampare un
documento |
|
|||
|
Foglio elettronica |
Impostare tabelle dati Eseguire calcoli automatici |
|
|||
|
Power Point |
Impostare diapositive Creare ipertesti |
|
|||
|
SCIENZE DELLA TERRA E BIOLOGIA |
Elaborare
dati sulla morfologia della cellula e le modifiche antropiche degli
ecosistemi di una data regione Rilevare
analogie e differenze tra i vari ecosistemi naturali Utilizzare il
lessico fondamentale
della Biologia
(livello divulgazione scientifica) Analizzare
sulla base dei principi
esplicativi della
geologia e della biologia i
problemi ambientali |
Scienze della terra |
La cellula: biomolecole, cellula animale e
vegetale; fisiologia cellulare; il microscopio |
Saper riconoscere analogie e differenze fra cellula
animale e vegetale al microscopio Comprendere la continuità nelle cellule attraverso
il processo del metabolismo cellulare |
30 |
|
La cellula: sistema che trasmette informazioni (DNA
– mitosi – meiosi, sintesi proteica, genetica classica |
Conoscere il processo della riproduzione degli
organismi unicellulari a livello di cromosomi Saper introdurre la riproduzione sessuata e il
significato del fenomeno |
22 |
|||
|
Evoluzione e classificazione degli organismi
viventi animali Evoluzione e classificazione degli organismi
viventi vegetali |
Conoscere le principali caratteristiche
tassonomiche dell’evoluzione Saper riconoscere il ruolo dei microrganismi nel
processo di decomposizione della materia organica |
18 18 |
|||
|
I materiali
della crosta terrestre: rocce, vulcani, terremoti |
Saper correlare i vari tipi di rocce Dare spiegazioni ai fenomeni che si sono verificati
nel territorio Comprendere quali sono le forze che modellano la
crosta terrestre. |
12 |
|
COMPETENZE TRASVERSALI |
|
|
|
|
|
|
CLASSI III
|
Area
di competenza |
competenze terminali |
insegnamenti |
Competenze di modulo |
Ore |
CLASSI IV-V
|
Area
di competenza |
competenze terminali |
insegnamenti |
Competenze di modulo |
Ore |
|
|
Linguistica |
·
Capacità
di svolgere una relazione orale di pochi minuti su argomenti culturali,
professionali, legati al mondo contemporaneo e alla quotidianità ·
Padronanza
procedurale delle diverse fasi di redazione di un testo
espositivo-informativo ·
Padronanza
procedurale delle diverse fasi di redazione di una relazione ·
Padronanza
procedurale delle diverse fasi di redazione di un saggio argomentativo
breve ·
Comprendere
le idee principali e i particolari significativi di testi orali e scritti
di tipo culturale, professionale, relativi alla realtà contemporanea |
Italiano Inglese |
Due moduli su fasi di redazione di un testo
espositivo-informativo ed esercitazioni guidate e autonome su contenuti
sviluppati nei moduli tematici di Storia e/o argomenti culturali legati
alla realtà contemporanea |
Produrre testi corretti sul piano formale e
analitici sul piano del contenuto |
|
|
Due moduli su fasi di redazione di una relazione ed
esercitazioni guidate e autonome su contenuti sviluppati nei moduli
tematici di Storia e/o argomenti culturali legati alla realtà
contemporanea. |
Produrre testi corretti sul piano formale e
analitici sul piano del contenuto |
|
|||
|
Due moduli su fasi di redazione di un saggio
argomentativo ed
esercitazioni guidate ed autonome su contenuti sviluppati nei moduli
tematici di Storia e/o argomenti culturali legati alla realtà
contemporanea |
Produrre testi corretti sul piano formale,
analitico e argomentativo |
|
|||
|
X moduli di lettura, comprensione, esposizione
orale e scritta di testi in lingua inglese professionali, culturali,
legati alla realtà contemporanea e a situazioni quotidiane |
|
|
|||
|
X moduli di conversazione in lingua inglese su
argomenti culturali, professionali,
legati alla realtà contemporanea e a situazioni quotidiane |
|
|
|||
|
Storico
culturale |
·
Padronanza
dei procedimenti di storicizzazione dei
testi letterari mediante riconoscimento delle caratteristiche formali e
tematiche e dei nessi con il contesto sociale e culturale ·
Capacità
di inquadrare sommariamente i maggiori eventi letterari degli ultimi due
secoli mediante l’utilizzo di cornici storico cronologiche ·
Capacità
di utilizzare: cronologie, tavole sinottiche, atlanti ·
Capacità
di produrre e leggere trasposizioni grafiche di concetti e relazioni ·
Capacità
di utilizzare concetti interpretativi e termini storici in rapporto a
specifici contesti per descrivere persistenze e mutamenti e per
organizzare temporalmente le conoscenze storiche più complesse ·
Saper
formulare problemi e spiegazioni rispetto a fenomeni storici ·
Saper
utilizzare modelli appropriati per inquadrare, comparare, periodizzare
fenomeni storici locali, regionali, continentali e planetari |
Italiano Inglese Storia |
Eventi
fondamentali demografici, economico sociali, politici dall’Antico Regime
alla Prima Mondiale |
·
Conoscenza
degli eventi e delle problematiche ·
Capacità
d’individuare nessi esplicativi tra eventi ·
Capacità
di sintesi e di rappresentazione delle principali problematiche acquisite
(diagrammi temporali, schemi ad albero, schemi a stella, mappe di
contemporaneità, diagrammi di flusso) |
|
|
Eventi fondamentali demografici, economico sociali,
politici dal primo dopoguerra ai giorni nostri |
·
Conoscenza
degli eventi e delle problematiche ·
Capacità
d’individuare nessi esplicativi tra eventi ·
Capacità
di sintesi e di rappresentazione delle principali problematiche acquisite
(diagrammi temporali, schemi ad albero, schemi a stella, mappe di
contemporaneità, diagrammi di flusso) |
|
|||
|
Storia dell’agricoltura dal Neolitico all’età
dell’industrializzazione |
idem |
|
|||
|
Storia dell’agricoltura nell’età
dell’industrializzazione. Le politiche agricole dei paesi
industrializzati nell’età post industriale |
Idem |
|
|||
|
Scienza e tecnica nell’età industriale e post
industriale |
Idem |
|
|||
|
L’organizzazione del lavoro nell’età
industriale e post industriale |
Idem |
|
|||
|
Alimentazione, consumi, famiglia e tempo libero
nell’ Ottocento e nel Novecento |
Idem |
|
|||
|
Democrazie di massa, totalitarismi, dittature,
teocrazie |
Idem |
|
|||
|
Nord e Sud del mondo: predatori predati e
opportunisti |
Idem |
|
|||
|
Le tappe dell’unificazione europea |
Idem |
|
|||
|
Civiltà, storia, costumi dei paesi anglofoni |
Idem |
|
|||
|
Modulo
propedeutico di analisi testuale di testi letterari |
idem |
|
|||
|
Modulo tematico: l’influenza del paradigma
scientifico sulla cultura e la letteratura del Seicento e
dell’Illuminismo |
·
Storicizzare
il tema, comprendendone la funzione nell’immaginario collettivo di
un’epoca ·
Riconoscere
la continuità di elementi tematici attraverso il tempo e la loro
persistenza nella cultura contemporanea |
·
|
|||
|
Modulo storico culturale: cultura e letteratura
nella terza rivoluzione industriale (1945- 1990) |
Idem |
|
|||
|
Modulo sull’autore: Ugo Foscolo |
·
Comprendere
l’intreccio tra fattori individuali e sociali nella formazione di una
personalità letteraria ·
Comprendere
la struttura complessiva del testo e la sua consistenza materiale ·
Applicare
analisi tematiche, stilistiche e narratologiche ·
Saper
formulare un giudizio motivato in base allo specifico letterario e al
gusto personale |
·
|
|||
|
Modulo sull’autore: Umberto Saba |
Idem |
|
|||
|
Modulo su un genere: la poesia lirica |
·
Riconoscere
persistenze e variazioni tematiche e formali attraverso il tempo
nell’ambito del genere ·
Riconoscere
analogie tematiche e di funzione tra testi della letteratura “alta” e
testi cultura popolare |
·
|
|||
|
Modulo su un genere: il romanzo |
·
Riconoscere
persistenze e variazioni tematiche e formali attraverso il tempo
nell’ambito del genere ·
Riconoscere
analogie tematiche e di funzione tra testi della letteratura “alta” e
testi cultura popolare |
·
|
|||
|
Modulo tematico: a scelta del docente |
·
Storicizzare
il tema, comprendendone la funzione nell’immaginario collettivo di
un’epoca ·
Comprendere
analogie e differenze tra opere tematicamente accostabili ·
Riconoscere
la continuità di elementi tematici |
·
|
|||
|
Matematica
e informatica |
Capacità
di astrazione e formalizzazione a livello medio alto Trattamento
quantitativo di dati e problemi |
Matematica |
Geometria del piano e dello spazio |
·
Eseguire
le trasformazioni geometriche nel piano ·
Risolvere
il problemi di misura: lunghezza, area e volume |
·
|
|
Funzioni ed equazioni |
·
Risoluzione
di problemi relativi ai triangoli utilizzando i teoremi del seno e del
coseno |
·
|
|||
|
Analisi infinitesimale |
·
Calcolare
il limite di una funzione; la derivata di una funzione ·
Studio
di una funzione e sua rappresentazione grafica ·
Conoscenza
del concetto di integrale definito e indefinito |
·
|
|||
|
|
|
|
Matematica finanziaria e ricerca operativa |
·
Analisi
di situazioni economiche e principio di equivalenza finanziaria ·
Soluzione
di problemi di ottimizzazione e di programmazione lineare |
·
|
|
Elementi di informatica |
·
Padronanza
delle applicazioni utili ai fini professionali |
·
|
|
AREA
DI COMPETENZA |
DISCIPLINA |
COMPETENZE TERMINALI
|
MODULI |
COMPETENZE
DEI MODULI |
ANNO N°
ore 99 |
|
AREA
DELL’ECOLOGIA E TUTELA DELL’AMBIENTE |
ECOLOGIA AGRARIA |
Conoscere
l’agro ecosistema |
L’ ecosistema |
Conoscere
la struttura e l’organizzazione di un ecosistema |
Classe
1^ Ore
38 |
|
Materia ed energia |
Comprendere le relazioni esistenti tra i componenti
di un ecosistema in equilibrio |
Classe
1^ Ore
40 |
|||
|
Attività in campo ed in laboratorio |
Saper
rilevare dati relativi ad un ecosistema |
Classe
1^ Ore
20 |
|||
|
Sapere
individuare le diverse forme di inquinamento in un contesto territoriale |
Attività in campo ed in laboratorio |
Saper
effettuare analisi di laboratorio Saper
interpretare dati relativi alle indagini effettuate |
Classe 2 Ore
20 |
||
|
Inquinamento |
Saper
individuare le possibili alterazioni ambientali |
Classe
2^ Ore
40 |
|||
|
Riconoscere
le possibili cause d’inquinamento |
Classe
2^ Ore
40 |
|
AREA DELLE TRASFORMAZIONI |
ELEMENTI
DI CHIMICA E PEDOLOGIA |
Conoscere la struttura della materia attraverso
un’indagine metodologica dal macro al microscopico |
Dal
miscuglio all’elemento, dall’atomo alla molecola |
Comprendere
la struttura macroscopica e microscopica della materia |
Classe 1 Ore 40 |
|
|
Trasformazione
della materia |
Conoscere
i principali aspetti relativi alle trasformazioni chimiche |
Classe 1 Ore18 |
||||
|
Saper eseguire alcune tecniche operative
di base |
Operatività
di base del laboratorio |
Utilizzare
alcuni semplici attrezzi e
strumenti di laboratorio |
Classe 1 Ore 15 |
|||
|
Conoscere i composti chimici |
Composti
inorganici |
Saper
dare nome, formula alle principali famiglie di composti inorganici |
Classe 1 ore 25 |
|||
|
Composti
inorganici : acidi e basi |
Riconoscere
e classificare le principali categorie di composti inorganici attraverso
il loro comportamento chimico |
Classe 2 Ore 26 |
||||
|
Comprendere il comportamento dei composti
in soluzione per le applicazioni in campo agrario |
La
materia in soluzione |
Conoscere
le soluzioni |
Classe 2 Ore 33 |
|||
|
Analisi
chimiche di campioni agro ambientali |
Saper
preparare ed utilizzare le soluzioni ai fini
delle analisi di laboratorio |
Classe 2 Ore 40 |
||||
|
AREA DELLE PRODUZIONI |
PRINCIPI
DI AGRICOLTURA |
Saper individuare le relazioni
clima, pianta e suolo |
Clima |
Conoscere
i fattori climatici e la loro influenza sulla vita vegetale |
Classe 1 Ore 29 |
|
|
Pianta |
Conoscere
le principali strutture anatomiche ddi una pianta. Riconoscere
gli aspetti morfologici di una pianta Conoscere
gli aspetti relativi alla nutrizione di un vegetale |
Classe 1 Ore 40 |
|
|||
|
Terreno |
Conoscere
i principali aspetti dei costituenti del
suolo e le
dinamiche che avvengono nel terreno |
Classe 2 Ore 30 |
|
|||
|
Saper indicare e quantificare interventi agronomici
della tecnica colturale capaci di ottimizzare l’ambiente di coltivazione |
Propagazione |
Conoscere
gli aspetti generali della propagazione gamica ed agamica delle piante Saper
eseguire alcune semplici tecniche di propagazione |
Classe 2 Ore 33 |
|
||
|
Lavorazioni |
Conoscere
la tipologia delle lavorazioni in relazione alle caratteristiche del
terreno e della coltura |
Classe 2 Ore 33 |
|
|||
|
Conoscere i principi generali della concimazione e
dell’irrigazione |
Individuare
i criteri sui quali elaborare un piano di concimazione e di irrigazione |
Classe 2 Ore
33 |
|
|||
CLASSI IV – V
|
COMPETENZE PROFESSIONALI |
AREA
DI ATTIVITA’ |
MODULI |
COMPETENZE
DEI MODULI |
ANNO-DISCIPLINA- N°
ore |
|
q
Gestire
la produzione da un punto di vista economico, amministrativo e
fiscale |
AREA
DEGLI ASPETTI METODOLOGICI, ECONOMICI E CONTABILI |
Il
bilancio contabile e i metodi della contabilità |
·
Attivare
e gestire documenti contabili |
Classe
IV CONTABILITA’ AGRARIA
ore |
|
Il
bilancio economico |
·
Redigere
il bilancio aziendale ·
Comprendere
analiticamente e criticamente i risultati di un bilancio aziendale |
Classe
IV ECONOMIA
AGRARIA Ore |
||
|
Esercizio
aziendale |
·
Analizzare
e applicare i criteri economici per effettuare scelte di settore,
di tecnica e di livello |
Classe
V ECONOMIA
AGRARIA Ore |
||
|
Materiali
e metodi per l’assistenza tecnica |
·
Avere
conoscenza e saper utilizzare fonti e materiali, reperiti attraverso
enti che operano in agricoltura, per l’assistenza tecnica
all’impresa agraria |
Classe
V ECONOMIA
AGRARIA Ore |
||
|
AREA
DELLA CONSULENZA CONTABILE E TRIBUTARIA |
Elementi
di diritto commerciale |
·
Essere
in grado d’individuare la connotazione giuridica dell’azienda |
Classe
V DIRITTO
Ore |
|
|
Il
sistema fiscale e tributario in agricoltura |
·
Essere
in grado di definire gli obblighi fiscali e tributari dell’impresa e
di redarre i documenti connessi |
Classe
IV CONTABILITA’ AGRARIA Ore |
||
|
q
Gestire
la produzione da un punto di vista tecnico |
AREA
DELLE PRODUZIONI VEGETALI |
Coltivazioni
erbacee Coltivazioni
arboree Coltivazioni
protette |
Essere
in grado di ·scegliere
le specie e le cv, ·utilizzare
le tecniche di produzione più idonee per un ordinamento erbaceo-
frutticolo e viticolo in relazione alla specifica situazione
agro-ambientale e alla destinazione dei prodotti |
Classe
IV TECNICHE
DI PR-TR-V Ore |
|
AREA
DELLE PRODUZIONI ANIMALI |
Allevamento
bovino Allevamento
suino |
Essere
in grado di ·
riconoscere
le principali razze bovine e suine; ·
di
definire le tecniche di razionamento ; ·
di
organizzare l’allevamento in rapporto all’ambiente e al tipo di
prodotto da ottenere |
Classe
V TECNICHE
DI PR-TR-V Ore |
|
|
q
Gestire la trasformazione
di prodotti vegetali e animali q
eseguire
analisi fisico chimiche microbiologiche di
prodotti agroalimentari q
controllare
la qualità dei prodotti sulla base di parametri stabiliti dalle
normative |
AREA
DELLA TRASFORMAZIONE DEI PRODOTTI |
Uva Latte Olio |
·
Conoscere
le procedure e gli strumenti per la corretta trasformazione dei prodotti
; ·
conosce
le caratteristiche di qualità del prodotto ·
controllare
i processi ·
intervenire
in caso di anomalie ·
.standardizzare
la produzione . |
Classe
V TECNICHE
DI PR-TR-V Ore |
|
q
Gestire gli
aspetti di marketing |
AREA
DELLA VALORIZZAZIONE E DELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI |
Mercato,commercializzazione,
distribuzione e
qualificazione dei prodotti agricoli |
Essere
in grado di ·
analizzare
il mercato ·
qualificare
il prodotto ·
valorizzare
il prodotto ·
implementare
la distribuzione |
Classe
V ECONOMIA
DEI MERCATI AGRICOLI |
|
Politica
comunitaria |
·
operare
scelte compatibili con le direttive di PAC |
Classe
V ECONOMIA
DEI MERCATI AGRICOLI |
||
|
Diritto
agrario |
·
Saper
accedere alle fonti normative ·
Utilizzare
le normative |
Classe
V DIRITTO |
||
|
q
Gestire
gli agrosistemi q
Progettare strategie d’intervento, di controllo,
produttive nell’interazione produzione-ambiente q
diagnosticare
e proporre soluzioni in merito ad anomalie ambientali
|
AREA
DELLE PRODUZIONI ECO-COMPATIBILI |
Agricoltura
sostenibile |
·
Valutare
l’impatto ambientale ·
Definire
piani colturali per la salvaguardia della fertilità e della salubrità |
Classe
IV ECOLOGIA
APPLICATA Ore |
|
Mezzi
e tecniche di protezione vegetale Utilizzo
dei reflui zootecnici |
·
Diagnosticare
necessità fitoiatriche ·
Organizzare
interventi di difesa ·
Conoscere
tecniche e procedure di stoccaggio e di smaltimento dei reflui ·
Operare
scelte agro-economiche di salvaguardia dell’ambiente |
Classe
V ECOLOGIA
APPLICATA
Ore DIRITTO |
La valutazione è una procedura complessa che necessita di chiarezza rispetto ai criteri adottati ; essa deve essere innanzitutto coerente con le indicazioni generali, per cui diventa una condizione preliminare (deontologica) la verifica del rispetto dei percorsi formativi previsti o proposti . Inoltre, il Consiglio di classe può e deve tenere in considerazione ulteriori elementi di giudizio , nel rispetto dei criteri di seguito declinati, poiché ciascun allievo presenta caratteristiche o situazioni peculiari . La valutazione di esito intermedio e finale rimane, comunque, un atto collegiale, a prescindere dai singoli voti disciplinari, ed eventuali osservazioni rilevanti vanno verbalizzate.
La valutazione che conduce alla decisione di ammissione o non ammissione alla classe successiva ha significato predittivo, ossia deve condurre a un giudizio valutativo che prenda in esame le potenzialità cognitive dell’alunno in relazione alla specifica offerta formativa dell’istituto (valutazione predittiva).
Fatte salve le considerazioni espresse nel cap. 5.4 sulla valutazione nel processo didattico, in generale i fattori che contribuiscono a formulare una valutazione dei percorsi formativi sono i seguenti:
Gruppo I
· Competenze raggiunte nell’area dell’equivalenza
· Competenze raggiunte nell’area d’indirizzo
· Competenze raggiunte nell’area dell’integrazione
· Competenze di base raggiunte: informatiche, di produzione e comprensione testuale in lingua italiana e inglese
Gruppo II
· Competenze trasversali: relazionali, di cooperazione nei gruppi, di decisione, di soluzione e gestione dei conflitti, di autoapprendimento
· Grado di espressione delle potenzialità
· Motivazione \ Impegno
· Interesse
· Progressi cognitivi, metacognitivi, e in generale educativi
· Livello di responsabilizzazione
· Presenza del progetto personale
Si sottolinea che misurazione e valutazione sono processi differenti. La misurazione è l’attribuzione di un valore a una verifica, espresso rispetto a una scala quantitativa; la valutazione integra la misurazione con una pluralità di fattori, frutto anche di osservazioni sistematiche non necessariamente strutturate, che assumono diverso peso nelle diverse classi, in particolare nel biennio iniziale, nel monoennio di qualifica, nel biennio postqualifica.
Un’avvertenza generale è che le valutazioni da parte del docente devono essere frequenti: teoricamente la verifiche formative, formali o informali, dovrebbero precedere o seguire ogni episodio didattico.
Per chiarire la rispondenza tra fattori di valutazione e anni di corso si riporta la seguente tabella, in cui alle singole voci viene attribuito un peso indicativo (da 1 a 5: 5 è il peso maggiore) in relazione alla classe.
|
FATTORI
DELLA VALUTAZIONE |
I |
II |
III |
IV |
V |
|
Competenze
dell’area dell’equivalenza |
3 |
4 |
5 |
5 |
5 |
|
Competenze dell’area
d’indirizzo |
2 |
5 |
5 |
5 |
5 |
|
Competenze dell’area dell’integrazione |
4 |
4 |
5 |
|
|
|
Competenze di base: informatiche, di produzione e comprensione testuale
in lingua italiana e inglese |
5 |
5 |
5 |
5 |
5 |
|
Competenze
trasversali: relazionali, di cooperazione nei gruppi, di decisione, di
soluzione e gestione dei conflitti, di autoapprendimento |
5 |
4 |
2 |
2 |
2 |
|
Grado di espressione delle potenzialità |
5 |
3 |
1 |
1 |
1 |
|
Motivazione
\ Impegno |
5 |
4 |
1 |
1 |
1 |
|
Interesse |
2 |
2 |
1 |
1 |
1 |
|
Progressi
cognitivi, metacognitivi, e in generale educativi |
5 |
5 |
3 |
1 |
1 |
|
Livello
di responsabilizzazione |
5 |
3 |
3 |
1 |
1 |
|
Presenza
del progetto personale |
5 |
3 |
1 |
1 |
1 |
Nella classe prima il peso da attribuire in sede di valutazione finale al secondo gruppo di fattori è notevole, in quanto il percorso ha una forte valenza orientante e di conseguenza gli obiettivi prioritari per l’alunno sono: l’individuazione di un proprio percorso personale, che è conseguenza del processo di orientamento coronato da successo; la massima espressione delle potenzialità, che permette la verifica delle scelte di orientamento; il livello di responsabilizzazione, la motivazione e l’impegno, che sono segni della presa di coscienza dell’alunno dell’importanza di individuare un proprio percorso. Un peso alto è attribuito alle competenze trasversali, dato che risulta prioritaria per gli alunni di prima la formazione della persona, ossia lo sviluppo delle competenze in senso ampio sociali. Per quanto concerne il primo gruppo di fattori, hanno un peso alto le competenze raggiunte nell’area dell’integrazione, poiché è in questo ambito formativo che gli alunni hanno concretamente la possibilità di inserirsi in percorsi formativi a forte valenza orientante; ne consegue che un peso esiguo è attribuito ai risultati raggiunti nell’area d’indirizzo che rappresenta una delle opzioni entro un’ ampia gamma di possibilità. La natura eminentemente orientativa del primo anno giustifica il peso relativamente alto attribuito agli esiti nell’area dell’equivalenza, che costituisce il punto di contatto con altri indirizzi di scuola superiore; grande importanza infine assume nel primo anno e poi in tutti gli anni successivi lo sviluppo delle competenze di base, in quanto forniscono strumenti per comprendere e orientarsi nel mondo contemporaneo.
Nella classe seconda gli equilibri dei fattori che concorrono alla valutazione finale del percorso si modificano. Il peso relativo del primo gruppo aumenta, in particolare acquistano priorità le competenze raggiunte nell’area d’indirizzo, dato che l’alunno ha formulato alla fine della prima un’opzione di orientamento sostanziale, anche se rivedibile. Il peso dell’area d’integrazione resta invariato in quanto la formazione, in quest’ambito, si indirizza in seconda ad attività preprofessionalizzanti e attività che realizzano le opzioni formative individuali. Aumenta l’importanza delle competenze raggiunte nell’area dell’equivalenza, che concorre alla formazione culturale di base comune ai bienni degli indirizzi di formazione superiore. I valori da attribuire al secondo gruppo di fattori in generale diminuiscono, poiché gli obiettivi formativi legati alla crescita della persona, al suo inserimento positivo nella società scolastica, alla responsabilizzazione, avvicinandoci al monoennio di qualifica, cedono il passo alla necessità di raggiungere competenze e conoscenze funzionali alla professionalizzazione. Resta invariato comunque il peso da attribuire al progresso eventualmente rilevato nell’impegno e nell’apprendimento, in quanto permette di formulare previsioni positive per il successivo percorso formativo. In terza il primo gruppo di fattori diviene centrale sia per la finalità prioritaria di condurre alla formazione di una figura professionale compiuta e organica sia perché la terza ha una funzione di cerniera tra il percorso professionale e il percorso che conduce al diploma di agrotecnico; quest’ultima osservazione chiarisce anche la ragione per cui le competenze raggiunte nell’area dell’equivalenza assumono il massimo peso.
Il biennio post qualifica è volto a sviluppare una professionalità tecnica che mira ad approfondire le competenze professionali specificandole e inserendole in una cornice di risultanze formative che costituiscono il retroterra di saperi e competenze in grado di conferire al soggetto un alto grado di versatilità.
Il compito di specificare la professionalità è assolto dal percorso formativo realizzato nell’area d’indirizzo; l’obiettivo di conferire al soggetto un’elevata capacità di riformularsi e adeguarsi alle richieste dell’ambiente professionale, è condiviso da tutti gli insegnamenti, ma appartiene in particolare alle discipline dell’area dell’equivalenza, in quanto la professionalità costruita dal percorso post qualifica deve essere caratterizzata da:
· competenze specifiche settoriali
· competenze e conoscenze di cultura generale che permettano di orientarsi nella contemporaneità, di rilevare i segni di cambiamento, di possedere un ampio spettro di modelli e di stimoli per affrontare problemi
· capacità di affrontare in modo flessibile e innovativo i problemi
· capacità di lavorare per obiettivi
· disponibilità ad autoaggiornarsi
· apertura e disponibilità al cambiamento
· disponibilità al lavoro cooperativo
· competenze relazionali
· competenze organizzative di base
· capacità di valutare criticamente scelte, decisioni, processi, soluzioni a problemi, anche in chiave storica.
· capacità di leggere e valutare il proprio impegno professionale in chiave deontologica
A questo fine contribuisce in modo essenziale l’area dell’equivalenza poiché contiene insegnamenti che mirano allo sviluppo culturale della persona e conducono al possesso delle competenze di base.
Da tutto ciò consegue che, per quanto concerne la valutazione del biennio post qualifica, il peso da attribuire alle competenze dell’area dell’equivalenza e alle competenze di base è pari al peso delle competenze d’indirizzo.
In conformità alla normativa vigente e alla delibera del Collegio docenti del 16\05\01, vengono attribuiti debiti scolastici agli allievi delle classi prime, seconde e quarte secondo i seguenti criteri :
· profitto negativo disciplinare ( votazione inferiore al sei ) , nonostante gli interventi specifici ( in itinere o corsi) di recupero attivati durante l’anno scolastico;
· concorde parere del Consiglio di classe sulle motivazioni del debito e sulla possibilità di recupero dello stesso;
· possibilità, da parte dello studente , di raggiungere gli standard di apprendimento richiesti, attraverso un percorso di studio individualizzato.
Il consiglio di classe può
attribuire al massimo tre debiti per singolo allievo; eventuali carenze lievi in
altre discipline trovano compensazione nel profitto positivo realizzato comunque
nell’area comune o di indirizzo,
in relazione agli obiettivi comuni di
area.
Il debito viene trascritto e motivato sia nel registro dei verbali di classe sia nel singolo verbale predisposto sia in apposita scheda (dove vengono anche specificate le attività a cui lo studente è obbligato) che viene consegnata alla famiglia dopo lo scrutinio. Il voto negativo viene poi segnalato sul tabellone dei voti attraverso un SEI con asterisco.
Percorsi per il recupero e per l’estinzione del debito.
L’istituto , al fine di agevolare il recupero delle lacune/carenze disciplinari , propone i seguenti percorsi formativi :
· assegnazione di compiti individualizzati disciplinari
· corsi integrativi estivi, da effettuarsi in periodi indicati dalla scuola, possibilmente in accordo alle esigenze familiari ( N. B. : per le materie di area di indirizzo il corso estivo, abbinato al pacchetto dei compiti, prevede un modulo di esercitazioni tecnico -pratiche nell’azienda della scuola).
I suddetti percorsi sono
vincolanti per gli studenti e sono
soggetti a valutazione nel corso dell’anno seguente a quello in cui il debito è stato contratto. L’estinzione
del debito viene segnalata nel verbale di classe e comunicata alla famiglia. La
mancata estinzione del debito, per motivi ascrivibili alla volontà
dell’allievo, oltre ad essere allo stesso modo verbalizzata e comunicata ai
genitori, si traduce in ulteriore
elemento di valutazione durante lo scrutinio finale dell’anno successivo e
condiziona l’assegnazione dei crediti per gli studenti delle classi quarta e
quinta.
Sono criteri validi perché il debito venga considerato superato:
· l’impegno nelle varie attività proposte
· la completezza e l’accuratezza nello svolgimento dei compiti assegnati
· la frequenza dei corsi, la partecipazione attiva alle esercitazioni proposte;
·
i progressi nell’apprendimento ( maturazione di: conoscenze /
competenze ), in rapporto alle lacune riscontrate al momento dell’assegnazione
del debito.
Alla programmazione didattica e curricolare spetta il compito di elaborare l’intervento formativo capace di promuovere in tutti gli allievi nell'arco di tempo sotteso dal ciclo scolastico:
¨ i saperi critici previsti dai programmi nazionali d'insegnamento;
¨ quelle conoscenze e competenze particolarmente importanti nel tessuto culturale e produttivo locale.
Il tutto attraverso modalità in grado di:
¨ agganciare ogni nuova conoscenza alla mappa concettuale e conoscitiva di ogni singolo allievo
¨ tener conto degli stili individuali d'apprendimento
¨ promuovere l'autoapprendimento, flessibilità cognitiva e disponibilità affettivo-motivazionale verso il nuovo.
Nel nostro istituto gli organismi preposti alla programmazione determinano il percorso formativo per gli alunni, in coerenza con i curricoli di istituto, in modo da integrare gli obiettivi generali e specifici definiti a livello nazionale con le diverse esigenze degli alunni concretamente rilevate, con la necessità di garantire efficaci azioni di continuità e di orientamento, con le attese espresse dalle famiglie, dalle comunità locali, dal contesto sociale, culturale ed economico del territorio.
La programmazione modulare risponde efficacemente alle esigenze poste dalla flessibilità oraria, dall’obbligo di certificazione, dall’impostazione della didattica per aree disciplinari, dalla definizione delle competenze in uscita degli allievi. I moduli sono unità formative capitalizzabili e pertanto producono, in genere, competenze specifiche accertabili e accreditabili; essi consentono inoltre un’organizzazione più razionale delle discipline, degli insegnamenti, delle attività di recupero o approfondimento (vedi cap. 5.4)
Possono essere programmati:
· moduli disciplinari
· moduli interdisciplinari
· moduli pluridisciplinari
Possono inoltre essere organizzati moduli (ad esempio: di attività di diagnosi, di orientamento o funzionali all’integrazione /socializzazione degli allievi ) che non determinano apprendimenti o competenze specifiche, ma costituiscono comunque percorsi pianificati e organici significativi e forniscono dati rilevanti per il Consiglio di classe.
Le programmazioni modulari devono essere documentate ( relazione /programmazione di inizio anno ); essere accessibili e/o note a tutti i componenti del Consiglio stesso ( registrazione dello svolgimento dei singoli moduli sul registro di classe ) ; verificate nel corso dell’anno rispetto a tempi e u.d. previste; eventuali variazioni significative devono essere segnalate sul registro dei verbali e allegate alla documentazione iniziale.
Nel rispetto della libertà di insegnamento e degli stili individuali , è opportuno comunque , per salvaguardare la coerenza dei percorsi all’interno dell’istituto, partire da procedure standard per la programmazione , soprattutto disciplinare . Sono validi i seguenti criteri di ordine generale:
· la programmazione deve essere prioritariamente modulare ( ciò comporta anche il rispetto del modello standardizzato di modulo descritto nel cap. 5.4)
·
devono essere verificati i livelli di ingresso e gli interessi
reali dei singoli studenti (
attraverso test o osservazioni sistematiche )
· deve essere preventivato e definito il tempo reale di cui si dispone per le attività didattiche disciplinari ( compresa , quindi , eventuale decurtazione oraria per progetti particolari)
· devono essere previsti i criteri di misurazione, tipologie e i tempi di verifica
· devono essere preventivate e descritte in ciascun modulo azioni e tempi per il recupero
· deve essere prevista la possibilità di variare in corso di anno la programmazione stessa per renderla efficace
· devono essere analizzati, valutati e definiti gli strumenti didattici da adottare
· devono essere tenute come punti fermi le competenze in uscita relative ai singoli anni di corso
· i moduli devono rispondere alle scelte curricolari operate dall’Istituto .
L’organizzazione per la programmazione poggia su una serie di strutture i cui compiti sono sostazialmente complementari; tali strutture sono descritte oltre.
Partecipano tutti i docenti di materie appartenenti alla stessa area (indirizzo, integrazione, equivalenza)
Compiti di programmazione didattica:
§ formulazione, controllo e revisione dei curricoli
§ individuazione di percorsi di tirocinio e stage relativi ai singoli anni di corso
§ confronto e coordinamento tra le discipline d’area
§ programmazione dell'utilizzo dei laboratori comuni relativamente alle esigenze dei singoli anni di corso
§ individuazione e programmazione delle strategie didattiche da utilizzare nei laboratori e nelle aziende interne
§ progettazione di moduli interdisciplinari e pluridisciplinari
§ determinazione dei criteri di valutazione comuni per le classi prime, volta alla certificazione delle competenze d’area.
Partecipanti: tutti i docenti della disciplina;
Compiti di programmazione didattica:
§ controllo ed eventuale revisione dei curricoli in collaborazione con le commissioni per area
§ individuazione e/o produzione di materiale didattico
definizione di tempi, modalità, strumenti per le prove di verifica
§ individuazione di eventuali strategie didattiche comuni;
§ definizione di indicatori e descrittori comuni di valutazione
Partecipano di diritto:
· il dirigente scolastico o un suo delegato con funzione di presidio
· tutti i docenti e i rappresentanti degli alunni e dei genitori della classe
· con funzione esclusivamente consultiva: istitutori, responsabili esterni di progetti integrati, psicologo d’istituto, neuropsichiatri e assistenti sociali incaricati di seguire gli alunni in situazione di handicap, e tutti i docenti d’istituto che interagiscono didatticamente con il consiglio stesso.
All’interno del consiglio un docente della classe è incaricato, con nomina del dirigente scolastico, del coordinamento della classe che consiste in:
· stesura dell’ordine del giorno delle riunioni
· stesura dei verbali delle riunioni
· conduzione della riunione
· coordinamento e controllo delle programmazioni didattiche
· controllo mensile della progressione delle attività didattiche
· rapporti con le famiglie
· diffusione delle informazioni, in collaborazione con la presidenza relativamente alle date di convocazione delle riunioni
· reperimento e archiviazione della documentazione didattica
· rilevazione settimanale delle esigenze formative degli alunni
· rilevazione settimanale, attraverso scambi d’informazione, di problemi che emergono nella relazione didattica
· controllo dei provvedimenti relativi al comportamento degli allievi adottati dal singolo insegnante
Compiti di programmazione didattica:
§ determinazione di criteri di valutazione, tenuto conto degli indicatori del POF
§ elaborazione dei risultati dell’attività di diagnosi in ingresso realizzata dai singoli docenti e formulazione dei bisogni formativi della classe e dei singoli studenti.
§ progettazione di moduli inter e pluridisciplinari, anche integrativi (classi prime)
§ definizione di linee pedagogico-educative comuni, nel rispetto dei regolamenti d’istituto e della carta dei diritti degli studenti.
§ formulazione di strategie didattiche comuni
§
controllo della progressione didattica
§
controllo e valutazione del profitto
§
progettazione di interventi di recupero
§
realizzazione del riorientamento e di passerelle.
Ogni singolo docente, alla luce dei curricoli d’istituto, tenendo conto delle indicazioni emerse nelle riunioni per disciplina, per area disciplinare e per classe, redige all'inizio dell'anno scolastico un Piano di Lavoro che contiene la concreta programmazione per la singola disciplina riferita a una determinata classe.
Il suo compito è:
§ descrivere la situazione in ingresso
§ stabilire l’ordine di realizzazione dei moduli; eventuali modifiche al percorso modulare indicato dai curricoli d’istituto, modifiche ai moduli, diversificazione o ampliamento dell’offerta formativa disciplinare devono essere giustificate da ragioni didattiche o di organizzazione dell’attività didattica, previo consenso del responsabile didattico
§ individuare il materiale didattico che intende utilizzare, tenuto conto delle indicazioni emerse nelle riunioni disciplinari del collegio docenti in merito ai libri di testo
§ indicare percorsi alternativi di apprendimento al fine del recupero
§ indicare criteri, tempi, modalità della valutazione, tenuto conto delle indicazioni espresse dai gruppi per disciplina, per area e dal consiglio di classe.
La scuola rilascia certificazioni a coloro che sono prosciolti dall’obbligo scolastico o vi abbiano adempiuto senza iscriversi alla classe successiva ; a coloro che , nel periodo di obbligo formativo , siano regolarmente scrutinati alla fine dell’anno scolastico o frequentino anche solo un segmento formativo; a coloro che ottengono il diploma di stato di Agrotecnico.
La certificazione di obbligo scolastico è realizzata attraverso indicatori di competenza riferiti a quattro aree , nelle quali sono accorpati gli insegnamenti relativi alle discipline del corso :
Alle aree evidenziate si possono aggiungere altre aree o possono aumentare gli indicatori di competenza delle quattro aree elencate se nel curricolo dell’allievo sono presenti attività personalizzate.
Le competenze certificabili sono raggruppate in competenze di base , trasversali e tecnico -professionali . Le competenze trasversali sono rilevate da tutti i docenti del Consiglio di classe che le programmano all’inizio dell’anno scolastico e che attivano modalità didattiche per svilupparle .
La certificazione dell’obbligo formativo è realizzata attraverso indicatori di competenza riferiti alle singole discipline del corso , e ad eventuali attività pluridisciplinari o multidisciplinari , per quanto attiene alle competenze di base e tecnico professionali ; le competenze trasversali sono, come nella certificazione dell’obbligo scolastico , frutto della programmazione del Consiglio di classe .
La certificazione dell’Agrotecnico è compilata dalla Commissione degli esami di stato e registra li esiti della prima , seconda e terza prova scritta del colloquio di maturità , in termini di competenze .
Il Collegio dei docenti ha deciso di produrre certificazioni per tutti gli alunni delle classi I-II-II , nonostante la legge non lo imponga , per evidenziare in maniera trasparente il curricolo e per dotare gli alunni di uno strumento che sia utilizzabile in altri indirizzi di studio o nel mondo del lavoro , a livello nazionale ed europeo.
La formazione è una risorsa strategica per il miglioramento della scuola e come tale è un diritto del personale. L’istituto mette a disposizione un sistema di opportunità formative che hanno come obiettivi il miglioramento e la crescita professionale dei docenti, in relazione alle trasformazioni e alle innovazioni in atto.
La formazione è orientata, in particolare, all'attuazione dell'autonomia scolastica, alla gestione dei servizi amministrativi e di gestione delle strutture, all'innovazione metodologico-didattica, all'espansione dell'istruzione, allo sviluppo del sistema integrato di formazione e lavoro, all'educazione degli adulti e alla formazione continua.
Le attività di formazione previste per quest’anno scolastico sono le seguenti:
· Attività di supporto e formazione specifica destinata ai docenti in ingresso (anno di prova, supplenti annuali o temporanei): l’attività è mirata a fornire una consulenza per quanto concerne la programmazione e la realizzazione della stessa ed è attuata da un gruppo di docenti che operano da anni nell’istituto, che hanno partecipato in modo sostanzialealla realizzazione dei progetti sperimentali in corso (Prog. 2002, Futuro (ex Esiodo), Flessibilità Prog. ’92) e che hanno seguito il dibattito in corso sui nuovi saperi e in generale sul modo di raggiungere le finalità previste dalle nuove normative della scuola
· Attività di formazione per i docenti coordinatori: l’obiettivo è di diffondere competenze intorno alla conduzione e al lavoro di gruppo e conoscenze procedurali intorno agli incarichi che caratterizzano la figura del coordinatore
· Attività di formazione su strategie didattiche, dinamiche relazionali, gestione dei conflitti: la formazione è destinata a un gruppo ristretto di docenti ed è realizzata da agenzie esterne. L’obiettivo è di valorizzare le risorse di docenza, facendo leva sulla possibilità di diffondere le competenze acquisite da un gruppo ristretto di insegnanti
· Attività di formazione destinata a tutti i docenti, in particolare a coloro che saranno inseriti nelle classi dell’obbligo: l’obiettivo è di diffondere competenze che permettano di affrontare situazioni critiche di grave mancanza di motivazione e di impegno che si presentano soprattutto nelle classi prime; terranno questi corsi i docenti interni formati ad hoc secondo le indicazioni fornite al punto precedente
· Attività di formazione e consulenza organizzativa: l’iniziativa, affidata per la sua realizzazione ad agenzie esterne, è rivolta al personale del team di direzione e ha l’obiettivo di realizzare il coordinamento, mediante la realizzazione di opportuni sistemi operativi, tra i processi primari, i processi di direzione e controllo, i processi di supporto
· Attività di consulenza su alcuni progetti inerenti il settore primario: l’iniziativa è rivolta ai docenti e agli assistenti amministrativi coinvolti in progetti chiave (controllo qualità e standardizzazione); si pone come obiettivo di tutorare e intervenire, con contributi mirati alla soluzione di problemi organizzativi e di gestione delle risorse umane, sul processo di realizzazione nella molteplicità degli aspetti che il progetto presenta.
Per quanto concerne le iniziative di assistenza destinate agli alunni si rinnova quest'anno l'esperienza realizzata negli anni scorsi all'interno del progetto "Spazio ascolto". Il servizio consiste nel mettere a disposizione degli studenti uno psicologo e alcuni educatori che, nel corso di incontri individuali, hanno il compito di costituire percorsi di rielaborazione del progetto personale di vita alla luce anche di esperienze di disagio vissute dagli alunni nella vita scolastica ed extrascolastica (il progetto sarà allegato al presente P.O.F. dopo aver indulto le risorse finanziarie per realizzarlo nell’anno scolastico in corso).
L'attività dello psicologo e degli educatori costituisce un utile supporto ai consigli di classe e ai genitori, è un efficace ausilio nelle iniziative di orientamento, riorientamento, accoglienza e continuità.
La scuola mette a disposizione il servizio per la fornitura dei testi in adozione: gli alunni al momento dell’iscrizione chiedono alla scuola di poter usufruire del servizio.
L'istituto svolge anche un'efficace funzione di collocamento al lavoro degli alunni. Il fatto che la scuola intrattenga fitte relazioni con le rete produttiva territoriale comporta la possibilità che domanda di lavoro, da parte degli studenti che hanno concluso il percorso scolastico, e offerta, da parte di aziende di settore, si incontrino.
Il convitto e la mensa sono servizi di "accoglienza" destinati agli studenti.
Il convitto, ospitando studenti provenienti:
¨ da aree provinciali lontane dall'istituto e difficilmente raggiungibili in tempi utili;
¨ da aree extraprovinciali;
¨ da altre regioni d'Italia;
¨ da Paesi stranieri;
garantisce la permanenza anche nei giorni prefestivi, festivi e di vacanza scolastica (la chiusura si effettua solo a Natale, a Pasqua e nel periodo estivo).
Usufruiscono dei servizi di convitto e di mensa gli allievi convittori (vitto e alloggio) e semiconvittori (vitto).
Le strutture di ricezione rappresentano un riferimento territoriale importante.
Gli allievi convittori trascorrono il tempo extrascolastico impegnati in attività di studio e ricreazione, seguiti da istitutori.
Gli allievi semiconvittori trascorrono nelle strutture convittuali 495 ore annuali, durante le quali sono impegnai in percorsi di recupero e sostegno, di approfondimento in attività di laboratorio e di stage. Sono assistiti dal personale educativo e dal personale docente.
Le suddette strutture, inoltre, offrono servizi di supporto per riunioni do associazioni di categoria, incontri per il personale di aziende convenzionate con la scuola, corsi di aggiornamento e formazione per studenti di altre scuole e di adulti.
Le attività elencate sono sostenute dal personale ATA ed educativo del convitto durante l'orario di servizio; le ore eccedenti prestate vengono recuperate o retribuite attraverso il fondo di istituto.
I trasporti sono organizzati dall’Istituto che si avvale di aziende private di autotrasporto che servono la zona della bassa bresciana.
I regolamenti che disciplinano i diversi momenti della vita scolastica sono riportati integralmente in allegato. Essi riguardano i seguenti ambiti: frequenza, aule, convitto, biblioteca, palestra, magazzino, servizio di riproduzione (fotocopie e ciclostilati), aule di disegno, laboratori, reparti di lavorazione, obblighi dei docenti.
N.B - Tutti i documenti collegati al POF sono depositati presso le segreterie didattica e amministrativa dell'Istituto .
Bargnano di Corzano,
Il Dirigente scolastico
Prof. P. Maffeis